attendere prego…

Cerca

Press Room

Press Room / Scelti da noi

Come l’innovazione trasforma il lavoro nel settore elettrico

Lo studio “Dagli elettroni ai bit” del Politecnico di Torino presentato oggi a Roma al convegno di Utilitalia, Elettricità Futura e Anev. Nuove competenze, tecnologie digitali e gestione “alta” delle risorse umane

L’evoluzione di tecnologie come Internet of Things, intelligenza artificiale, big data, robotica e realtà aumentata hanno avuto sul settore elettrico un impatto più rilevante rispetto ad altri ambiti industriali. Per cogliere le conseguenze di questa “rivoluzione” e per gestire aspetti fondamentali che riguardano lavoro e lavoratori, Utilitalia ed Elettricità Futura hanno commissionato al Politecnico di Torino il rapporto “Dagli elettroni ai bit. Le trasformazioni del lavoro nel settore elettrico”, presentato oggi a Roma nell’omonima conferenza organizzata dalle due associazioni assieme ad Anev.

Il presupposto da cui parte il rapporto è che nel settore elettrico l’evoluzione dell’organizzazione del lavoro si sta manifestando con anticipo rispetto ad altri comparti. La ricerca evidenzia alcuni elementi di quelli che potranno essere i modelli organizzativi tipici di molti settori dei prossimi anni e delinea “il gap tra la gestione del personale oggi utilizzata, rispetto alle configurazioni necessarie in futuro per poter supportare l’organizzazione del lavoro”.
Uno dei cambiamenti già oggi più impattanti riguarda, attraverso la IoT, il monitoraggio degli impianti elettrici, che “possono essere più facilmente separati dal loro contesto operativo ed essere controllati da soggetti distinti da quelli che posseggono e utilizzano gli impianti”. Li gestiscono imprese specializzate nell’aggregare dati che poi elaborano soluzioni. Una trasformazione già in atto che “sta portando a nuove forme di specializzazione delle filiere”.
Il rapporto spiega, però, che questo processo non avviene marginalizzando il lavoratore. Anzi, i compiti dell’operatore diventano più importanti perché il suo ruolo viene coinvolto nell’innovazione. L’integrazione tra la linea operativa e gli specialisti tecnici si fa più forte e sarà sempre necessaria “la creatività” del lavoratore, ma inserita in un “contesto maggiormente codificato” in cui i software bloccheranno errori e comportamenti rischiosi.
Se serve un nuovo tipo di lavoratore, occorrono nuovi sistemi di valutazione e di retribuzione. Si tratta, spiega il rapporto, anche di “superare gli schemi interpretativi per cui il maggior ricorso a formalizzazione dei compiti favorito dal digitale produce la riduzione di autonomia e un maggior controllo per il lavoratore”.
Secondo il rapporto, la maggior produttività portata da questi rinnovati contenuti del lavoro può generare “benefici in termini di riconoscimento economico del merito e delle competenze”. Questi benefici non sono tuttavia automatici ma richiedono alle aziende di intraprendere una “via alta all’evoluzione dei sistemi di gestione e sviluppo delle risorse umane”. Una strada che mette al centro “la formazione continua e sistemi di remunerazione che attribuiscano maggior importanza a competenze e merito rispetto ad altri elementi”.
Infine, di fronte al più elevato costo del lavoro e alla rigidità dei livelli di inquadramento stabiliti dalla contrattazione collettiva rispetto ad altri comparti industriali, “le imprese del settore sono chiamate a rivedere il contratto di lavoro”.

Fonte: Quotidiano Energia

CONDIVIDI

FACEBOOK   /   TWITTER   /   LINKEDIN

Più lette

Nulla si crea e nulla si distrugge. Ma tutto si trasformerà, velocemente
Giovanni Valotti
Presidente Utilitalia
LEGGI L'EDITORIALE

Notizie correlate

newsletter illumina
iscriviti

Ho letto e accetto l’informativa sulla privacy

Accedi al tuo profilo
Elettricità Futura

Hai dimenticato la password?

Contatta info@elettricitafutura.it