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Decarbonizzare la generazione elettrica

Il parere di Simone Mori, Presidente di Elettricità Futura, su Elementi il periodico gestito dal GSE

Simone Mori, Presidente di Elettricità Futura, è del parere che occorra: “cambiare modo di produrre elettricità e aumentarne l’utilizzo per ridurre le emissioni di gas serra in ogni settore e attività. L’elettrificazione dei consumi è un processo già in corso che ritengo irreversibile. In effetti possiamo dire che si usa più elettricità per consumare meno energia. Questo produrrà effetti positivi per l’ambiente con meno inquinamento e emissioni di CO2; ed enormi trasformazioni nel trasporto, specie quello privato, e nel riscaldamento.

Per Mori le sfide future principali riguardano la decarbonizzazione della generazione elettrica, l’efficienza energetica e lo sviluppo del vettore elettrico. “Il comparto termoelettrico”, afferma Mori, “sta affrontando una fase di grande cambiamento. Una trentina di centrali convenzionali non sono più attive e pronte a essere riconvertite ad altre attività economiche. Ma abbiamo anche il più moderno parco di generazione a gas naturale d’Europa. Eppure molti impianti fanno fatica a rimanere sul mercato per via del ristretto numero di ore di attività. Per questo riteniamo che “l’avvio del ‘capacity market’ costituisca una priorità per offrire la necessaria redditività a sistemi di generazione indispensabili a fornire flessibilità e coprire i picchi di richiesta di energia sulla rete”. Mori ha poi proseguito sostenendo che: “per arrivare agli obiettivi fissati al 2030 servono nuovi investimenti, recupero di siti in modalità ‘re-powering’, produzione rinnovabile decentrata di piccola taglia. Poi indirizzare le scelte di produzione e di investimento lungo l’intera filiera verso le tecnologie a più bassa intensità di emissioni; cosa che richiede un rafforzamento dell’Ets, un meccanismo che ancora risente di evidenti errori allocativi nella fase iniziale del suo sviluppo, ma che rappresenta un modello avanzato e orientato al mercato per valorizzare le esternalità ambientali. E ancora, il perseguimento dell’efficienza energetica, con ulteriori miglioramenti da raggiungere, aumentando la penetrazione elettrica, in particolare nei trasporti e nella climatizzazione. Si stima che per ridurre dell’80% le emissioni di gas climalteranti entro il 2050 la penetrazione elettrica dovrà passare dall’attuale 23% ad oltre il 50%”. Quanto alla mobilità elettrica, Mori dice: “i consumatori sono i protagonisti del mercato che si va disegnando in Europa grazie alla digitalizzazione delle reti e allo sviluppo di sistemi capillari e smart. Le imprese, per esempio, stanno lavorando intensamente su diversi fronti. Uno di quelli fondamentali è la mobilità elettrica, non soltanto per quanto riguarda i sistemi di ricarica, in particolare quelli ad alta potenza e velocità, ma anche nella prospettiva di un’integrazione dei mezzi elettrici come nodi di scambio d’energia connessa alla rete, ovvero come punti accumulo”. 

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