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Fer 2030, “imprese pronte alla sfida”

Togni (Anev): “L’obiettivo impone all'Italia un cambio di passo”. Mori (Elettricità Futura): “Il Governo darà un nuovo impulso al processo di transizione”

Raggiungere i nuovi obiettivi Ue al 2030 per le rinnovabili  significa, lato elettrico, raddoppiare la produzione passando dagli attuali 103 TWh a oltre 200 TWh, 210 TWh ipotizza Elemens nello studio presentato oggi a Roma in apertura del convegno Anev-Elettricità Futura. Studio che indica benefici e costi della roadmap 2030. 

Il nuovo target del 32% al 2030, che tradotto per l’elettrico italiano potrebbe significare 63%, “impone all’Italia un cambio di passo che consenta di realizzare tutto il potenziale disponibile per i prossimi anni”, commenta il presidente Anev, Simone Togni. Visto il ritardo accumulato, continua, occorre "iniziare da subito con quelle tecnologie, come l’eolico, che già oggi sono mature, disponibili ed economicamente efficienti e che garantiscono alle aree più disagiate del Paese di poter sviluppare occupazione locale e innovazione tecnologica in una fonte che in Italia ha saputo sviluppare un’industria solida che è esportatrice di tecnologia".
Come sistema di imprese, ha dichiarato per parte sua il presidente di Elettricità Futura, Simone Mori, “siamo pronti alla sfida” della decarbonizzazione “e siamo certi che il Governo darà un nuovo impulso al processo di transizione in tutti i segmenti, attraverso meccanismi di pianificazione e promozione degli investimenti, regole di mercato chiare e certe, un continuo confronto con il territorio e una rinnovata attenzione al rapporto tra l’industria e la ricerca”.
Il convegno, a cui è intervenuto il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio (vedi notizia a parte), si è concluso con una tavola rotonda a cui hanno partecipato i parlamentari Paolo Arrigoni (Lega), Gianluca Benamati (PD), il presidente della commissione Industria del Senato, Gianni Girotto (M5S), Rossella Muroni (LeU), Luca Squeri (FI) e il sottosegretario al Mise Davide Crippa.

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