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100 Italian e-mobility stories: l’Italia è pronta al veicolo elettrico

Presentato a Bruxelles il volume sulle eccellenze in materia di mobilità sostenibile “100 Italian e-mobility stories” realizzato da Enel e Symbola

Il veicolo elettrico deve diventare una priorità per l’Europa al fine di salvaguardare l’ambiente e il clima, ma anche per essere competitivi economicamente.

Ermete Realacci, Presidente Ambiente della Camera e della Fondazione Symbola, ritiene che l’Europa sia pronta per la mobilità sostenibile: “Le vendite delle auto elettriche sono aumentate in maniera fortissima, soprattutto in quei Paesi che avranno una grande domanda nei prossimi anni come la Cina e l'India”. Anche se c'è ovviamente ancora molto da fare, commenta il Presidente Realacci, è fondamentale che accanto a “una maniera italiana di guardare al futuro ci sia una sponda europea”.

L'auto elettrica oggi sta infatti raggiungendo un livello di maturità tecnologica tale da diventare interessante per i consumatori, con modelli di auto in grado di garantire batterie con un’autonomia nel 2018 di 500/600 Km. L’eurodeputato verde Claude Turmes, ha così spiegato i benefici del veicolo elettrico: “L'e-car consente il taglio dal 50 al 70 per cento delle emissioni di CO2 , in un momento in cui la maggior parte dei 28 Paesi, tra cui l'Italia, hanno procedure d'infrazione aperte per la cattiva qualità dell'aria nelle città”.

L’Italia possiede le conoscenze e il know how necessario per fare un salto di qualità e diventare leader del settore. “Una strada in linea con quella presa dall'Ue con l'accordo di Parigi e che sta procedendo in una direzione molto determinata su rinnovabili, efficienza e risparmio energetico”, come riferito da Simona Bonafè, europarlamentare Pd e membro della Commissione Ambiente.

Nel corso della presentazione, il Presidente Realacci ha fatto riferimento alla nascita di Elettricità Futura come una nuova realtà per rispondere alle sfide del settore ed un esempio virtuoso che dovrebbe essere seguito nel resto dell’Unione europea. 

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