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SEN: aperta la consultazione pubblica

Al via il 12 giugno la consultazione sulla Strategia energetica nazionale. Un mese per inviare commenti, segnalazioni, proposte che saranno valutate per la predisposizione del documento finale

Aumentare la competitività del Paese allineando i prezzi energetici a quelli europei, migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento e della fornitura, decarbonizzare il sistema energetico, sono i temi chiave che hanno guidato l’elaborazione dell’ultima proposta della SEN. Come spiegato dal Ministro dello sviluppo economico Calenda e da quello dell’ambiente Galletti, i progressi tecnologici compiuti sulle fonti rinnovabili, sui mezzi di trasporto, sui sistemi di accumulo e sull’efficienza energetica, offrono una rinnovata possibilità di risolvere il conflitto tra prezzi concorrenziali dell’energia e sostegno alla decarbonizzazione. Obiettivo dell’Italia sarà quindi di andare ben oltre il 24% di Fer sui consumi energetici complessivi per raggiungere il 27%, con la metà dei consumi finali di energia elettrica provenienti quindi da fonti rinnovabili.

Un quarto obiettivo chiave della SEN 2017 è la sicurezza di approvvigionamento e la flessibilità dei sistemi e delle infrastrutture, attraverso una quantità crescente di rinnovabili elettriche, anche distribuite, "nuovi" player di mercato e il potenziamento di reti e mercati verso configurazioni smart, flessibili e resilienti.

Nell’ambito dell’efficienza energetica, l’Italia presenta perfomance elevate, in linea con il trend previsto e gli impegni fissati, per effetto anche della crisi economica. L’obiettivo della SEN 2017 è di favorire le iniziative per la riduzione dei consumi col miglior rapporto costi/benefici nonché di dare impulso alle filiere italiane che operano nel contesto dell'efficienza energetica a partire dal settore dell'edilizia e della produzione ed installazione di impianti.

Quanto al carbone, l’Italia contribuisce, secondo i dati della SEN, alla generazione in Europa con una percentuale del 5%, inferiore ad altri Paesi. La produzione dei circa 8.000 MW a carbone incide per il 15% sul totale, percentuale in riduzione inerziale per effetto di prime chiusure volontarie intervenute di recente e di politiche aziendali che hanno già previsto la chiusura degli impianti a carbone nei prossimi 10-15 anni. Con Terna sono stati sviluppati degli scenari per arrivare al phase-out completo del carbone, relativo a tutti gli 8 GW attualmente operativi, mantenendo l'ipotesi di una penetrazione delle rinnovabili a circa il 50%, con orizzonte 2030.

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