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Let’s twist againg, ovvero lunga vita ai motori elettrici

Riportiamo l’articolo del The Economist “Electric motors: Let’s twist again”, che analizza l’evoluzione delle batterie elettriche, non solo per la mobilità sostenibile, ma all’interno del più ampio processo di elettrificazione

Henry Ford ha diffuso l’automobile, all’interno della società di massa, tramite il Model T. Sua moglie Clara, preferiva invece guidare un veicolo elettrico. Dopotutto il motore a combustione interna fa rumore, sporca e in una prima fase necessitava di una leva manuale per l'accensione. La Detroit Electric del 1914 della Signora Ford, invece, partiva immediatamente, era più silenziosa e la sua velocità era controllata da una leva di legno rossa che selezionava la quantità richiesta di potenza.

La grande produzione del Model T ha portato a un taglio del costo di 500 dollari, un settimo di quanto è accaduto per il veicolo della Signora Ford. Di sicuro il sistema di rifornimento dei veicoli a combustione interna e la velocità di ricarica hanno segnato la vittoria del Model T su la Detroit Electric. Ora con l’abbassamento dei costi e il miglioramento delle tecnologie, il veicolo elettrico sta tornando in auge. Ad esempio il nuovo Model 3 della Tesla raggiunge i 225 km/h e le batterie agli ioni di litio hanno un’autonomia di 482 km alla velocità media di 130 km/h.

Non è più solo l’abbattimento dei costi e l’evoluzione delle batterie a modificare l’economia dell’elettrificazione. Il motore elettrico sta cambiando. Ciò accade perché i motori elettrici sono ovunque. La vita quotidiana è piena infatti di oggetti e strumenti elettrici, come le macchine presenti in palestra, i sistemi di gestione dei bagagli negli aeroporti, i condizionatori nelle case, gli ascensori negli uffici e i robot nelle industrie.

Come afferma Andrew Peters, dirigente della Siemens, “I moderni motori elettrici e i sistemi di guida ad essi associati sono in grado di produrre la stessa quantità di energia del 1910, ma in un contenitore di dimensioni un quinto più piccolo”. Gli ultimi modelli sono estremamente efficienti: i motori elettrici più grandi sono in grado di convertire il 97-98% di elettricità. I migliori sistemi di combustione interna non riescono a gestire più del 45%. Guadagnare in efficienza, significa risparmiare nei costi, afferma Peters. Il costo di un motore elettrico copre l’1-1,5% del costo dell’elettricità che verrà consumata nel suo ciclo di vita.

L’Anderson Electric Car Company ha smesso di vendere auto nel 1939. Ma il nome Detroit Electric ha avuto nuova vita grazie ad Albert Lam, ex capo della Lotus, che ha deciso di far conoscere al mercato i veicoli elettrici nei prossimi 3 anni. Notizia che avrebbe reso felice Clara. Un po’ meno Henry.

Clicca qui per scaricare l’articolo The Economist

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