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Audizione mercato intraday

Condividiamo l'articolo di Quotidiano Energia sull'audizione fatta da Elettricità Futura presso la Commissione Industria



Sulla necessità di modificare il mercato intraday per avvicinarlo al tempo reale (un’ora prima della chiusura) tutti convergono. Le difficoltà sono sul quando: ossia, se si possa partire da subito o sia opportuno attendere la riforma del dispacciamento e l’avvio del capacity market. 

Temi su cui si sono confrontate le associazioni degli operatori in occasione delle audizioni tenutesi ieri e oggi alla X commissione del Senato. Un nodo non solo tecnico. Almeno stando alle dichiarazioni dei rappresentanti del Coordinamento Free: “Mi pare una delle tantissime operazioni per dilazionare l’ingresso delle Fer in certi servizi” ha detto il presidente GB Zorzoli. Mentre il suo vice Francesco Ferrante è stato ancora più esplicito: “Se il tema è salvare i cicli combinati si scelga un’altra strada”.
La questione può essere riassunta in questi termini: riformare il mercato intraday avvicinando la chiusura al tempo reale (e introducendo la negoziazione continua al posto delle attuali sessioni separate) consentirebbe di migliorare di molto l’attendibilità della programmazione, a vantaggio soprattutto delle Fernp come eolico e FV, che ridurrebbero in maniera consistente gli oneri da sbilanciamento. “Una consultazione interna ai nostri associati – ha affermato Italia Solare – ha evidenziato che per il FV gli sbilanciamenti pesano oltre 1,6 €/MWh, pari a 35 mln € annui. Non abbiamo numeri precisi per l’eolico ma crediamo che la cifra complessiva per le due fonti sia nell’ordine dei 100 mln €”. Ma gli sbilanciamenti pesano anche sulla bolletta, tramite l’uplift. Che visti i target Ue al 2030 sulle Fer potrebbe schizzare “da 1 a 4-5 mld € annui” se non si intervenisse sul mercato intraday, ha sottolineato l’associazione.
Allora perché non agire subito, visti anche i vantaggi per i consumatori? La stessa Italia Solare ha rimarcato che con l’estensione del MI “ci sarebbe una sovrapposizione con l’Msd ex ante che va evitata”, per cui “serve un coordinamento tra mercati”. Per l’associazione, però, qualora la riforma del dispacciamento dovesse tardare troppo “si potrebbe immaginare una procedura per passi successivi partendo da MI”.
Il d.g. di Elettricità Futura, Andrea Zaghi, ha spiegato che l’avvicinamento tra Intraday e Msd “riduce l’orizzonte di analisi disponibile al Tso per la risoluzione di problematiche di rete”. Terna, ha aggiunto, dovrà approvvigionarsi “con margini di riserva più importanti” e per fare ciò dovrà “passare a un sistema oneroso che remuneri non solo l’energia ma anche la capacità”.
Occorre quindi “un più ampio e sistemico quadro di revisione dell’architettura del Mercato con la riforma del dispacciamento (per la quale è prevista a breve la pubblicazione di una consultazione da parte di Arera) e l’avvio del capacity market”.
Rispondendo ai dubbi del presidente della commissione Girotto e del senatore Ansatasi (entrambi M5S) sulla indispensabilità e sulla compatibilità del capacity con la normativa Ue sugli aiuti di Stato, vista anche la recente pronuncia della Corte Ue sul meccanismo UK, Zaghi ha sottolineato che “ci possono essere più meccanismi” ma “il nostro ha già avuto l’ok della Commissione” e si attende solo il via libera alle modifiche sui tetti emissivi. Mentre il responsabile tecnico e dell’Advisory Board of Regulation, Luigi Napoli, ha ricordato che si tratta comunque “di un meccanismo di mercato aperto a tutte le fonti” peraltro indispensabile per “assicurare l’adeguatezza del sistema”.
Per Free, però, c’è il sospetto che i termoelettrici vogliano solo preservare i propri margini, ormai concentrati quasi solo su Msd. “Con l’avvicinamento al tempo reale su MI – ha sottolineato Zorzoli - i volumi su Msd diminuiranno, e con essi i margini. Ancor più se in futuro le Fer saranno ammesse al dispacciamento. Capisco che ognuno porti acqua al proprio mulino ma se ci sono regolamenti europei e c’è l’esigenza di ridurre il prezzo dell’energia sarebbe auspicabile che si vada più in fretta possibile. E da tecnico non riesco a vedere niente di ostativo”. D’altronde, ha aggiunto il presidente Free, negli altri principali Paesi europei già è stato fatto. E lo stesso Girotto è parso confortare la tesi che le difficoltà tecniche si possano superare. Inoltre per Ferrante “Terna fa un ottimo lavoro” ma “ha un approccio conservatore tipico delle tecnostrutture”. Continua a leggere...

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