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Posizioni / Parlamento / 26-02-2021

PNRR: le osservazioni di Elettricità Futura al Senato

Documento inviato alla Commissione industria, commercio, turismo del Senato della Repubblica sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (Doc. XXVII, n. 18)

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è il programma di investimenti che l'Italia deve presentare alla Commissione europea nell'ambito del Next Generation EU, per rispondere alla crisi pandemica da Covid-19. Questo strumento rappresenta un’occasione imperdibile per accelerare il processo di transizione energetica.

Stando tuttavia alla bozza approvata il 12 gennaio scorso dal Consiglio dei Ministri, gli obiettivi che il Piano intende raggiungere, le azioni previste e le risorse stanziate, risultano tutt’altro che ambiziosi e ben poco dettagliati.

Per cogliere davvero questa opportunità di facilitare il processo di decarbonizzazione, con le relative ricadute non solo ambientali ma anche economiche e sociali (si stima che la realizzazione del Green Deal possa attivare almeno 100 miliardi di investimenti e 90.000 nuovi occupati nel solo settore elettrico) è fondamentale intervenire sull’attuale bozza di PNRR.

Innanzitutto, il Piano deve essere maggiormente allineato agli ambiziosi target del Green New Deal. Il testo fa riferimento al PNIEC 2019, che non è coerente con l’attuale obiettivo europeo di decarbonizzazione al 2030 declinato dal Green Deal 2020 (-55% di emissioni di CO2 rispetto al -40% del PNIEC). Nel documento il Green New Deal è citato a più riprese, così come la rivoluzione verde e la transizione ecologica, ma questi richiami non sembrano corrispondere a obiettivi o misure concrete.

Per quanto riguarda in particolare gli obiettivi per lo sviluppo di nuova capacità da fonti rinnovabili, la previsione di non più di 5 GW entro il 2026 sembra poco ambiziosa e ben lontana da un fabbisogno stimato da Elettricità Futura di almeno 40 GW entro il 2026 e di altri 25 GW nel periodo 2027-2030.

Le risorse di 70 miliardi pianificate per la Missione Rivoluzione verde e transizione energetica rappresentano solo il 33% dei 211 miliardi messi a disposizione dell’Italia nel pacchetto Next Generation EU: una quota ben inferiore al 37% indicato dalla Commissione europea (e, ad esempio, al 43% del PNRR tedesco).

Il Piano inoltre non contiene dettagli concreti sulle iniziative che si intendono sviluppare. Vengono delineate le macroaree progettuali di intervento o si prevede lo sviluppo di specifiche iniziative innovative ma manca un’elencazione organica ed omogenea dei progetti che potranno essere sviluppati, delle modalità di finanziamento, delle tempistiche di sviluppo, della loro collocazione geografica (burden sharing delle regioni), degli obiettivi da raggiungere rispetto alle risorse investite.

Le iniziative previste in favore della Rivoluzione verde e transizione ecologica sembrano peraltro limitate a poche tecnologie e aree d’intervento (eolico offshore, FV galleggiante, agrovoltaico su coperture), dimenticando completamente settori e tecnologie quali le bioenergie, la geotermia, l’idroelettrico, l’eolico on-shore e il fotovoltaico utility scale. Allo stesso modo si trascurano le opportunità di investimenti per il recupero di aree industriali dismesse e di aree agricole abbandonate, o la promozione di progetti di rinnovamento/repowering del parco elettrico rinnovabile nazionale.

Anche le misure per la semplificazione delle procedure autorizzative, o gli investimenti in digitalizzazione e formazione sembrano essere stati completamenti trascurati.

In ultimo, ma non certo per importanza, è necessario che il PNRR sia dotato fin da subito di una solida Governance - nella bozza non sufficientemente delineata - che garantisca il coordinamento tra Ministeri e altri livelli di governo, monitori i progressi di avanzamento della spesa e permetta una puntuale ed efficiente realizzazione del Piano, prevedendo in tutte le fasi un confronto strutturato e continuativo con gli stakeholder.

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