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Osservazioni alla bozza di linee guida per le attività di verifica e sperimentazione del deflusso ecologico

Apprezziamo l’impegno dell’Autorità di Distretto nell’individuazione di un percorso di attuazione della disciplina del Deflusso Ecologico sin dal principio basato sul coinvolgimento dei principali portatori d’interesse, attraverso consultazioni e tavoli di lavoro. Nel confermare la nostra piena disponibilità a fornire ogni utile contributo a questo percorso, valorizzando l’esperienza maturata sul territorio del distretto dai più importanti operatori idroelettrici italiani, nostri associati, riportiamo nel presente documento alcune prime osservazioni alla proposta di Linee guida per le attività di verifica e sperimentazione del deflusso ecologico nel reticolo idrografico distrettuale delle Alpi Orientali.
Ci riserviamo di inviare eventuali ulteriori spunti che dovessero emergere da una successiva e più puntuale analisi del documento, anche al di fuori delle strettissime tempistiche concesse per la consultazione.
Le Linee Guida introducono numerosi elementi di novità e modifiche di rilievo rispetto ai precedenti meccanismi di sperimentazione adottati a livello regionale. Riteniamo pertanto che le previsioni in esse contenute debbano, almeno in una fase preliminare dalla loro adozione, essere considerate di carattere indicativo e non vincolante.
Il richiamo, in particolare, a nuovi modelli di sperimentazione caratterizzati da forti elementi di novità ed elevato grado di complessità che, sebbene riconosciuti a livello scientifico internazionale, vantano ad oggi solo pochissimi esempi di applicazione in Italia, suggerisce, a nostro avviso, l’importanza di un’applicazione flessibile di tali modelli, previa verifica dell’effettiva adattabilità al territorio del distretto.
Nel caso in cui le metodologie proposte risultassero difficilmente applicabili, dovrebbe essere possibile continuare ad utilizzare le metriche tradizionali, basate su modelli già ampiamente sperimentati e consolidati anche a livello nazionale, pur con gli eventuali correttivi legati alla necessità di superare le carenze evidenziate degli indicatori biologici.
I metodi proposti idraulico-habitat dovrebbero infatti essere considerati strumenti integrativi e non sostitutivi rispetto alle diverse metodologie di habitat o idromorfologiche già definite nei regolamenti statali.
Relativamente ai siti oggetto di sperimentazione, al fine di fornire un quadro completo della situazione a livello distrettuale, segnaliamo l’opportunità di inserire accanto all’elenco dei nuovi siti contenuto nell’attuale testo, anche una lista contenente le sperimentazioni in atto e quelle già concluse, chiarendo altresì che i risultati delle attività già finalizzate restano validi e che per le attività in corso di finalizzazione il concessionario possa continuare ad attuare lo scenario sperimentale per il periodo previsto, secondo lo schema già approvato. Ciò di fatto permetterà di mettere in luce anche gli sforzi già messi in campo dalle amministrazioni regionali nell’ambito dell’applicazione dei deflussi ecologici.
Sarebbe inoltre opportuno prevedere fin d’ora la possibilità di estendere la lista dei tratti in cui attivare nuove sperimentazioni, nel caso in cui i concessionari presentassero, a titolo volontario, motivata e documentata domanda per la determinazione sperimentale del DE.
Riguardo all’Organismo tecnico di valutazione di cui al paragrafo 8.2, riteniamo necessario che ne siano meglio chiarite modalità di funzionamento e composizione. Segnaliamo al riguardo l’opportunità di prevedere una platea il più possibile ampia di soggetti coinvolti nell’ambito di quest’organo, comprensiva di riconosciuti rappresentanti scientifici oltre che dell’industria idroelettrica – quali Elettricità Futura o Confindustria - affinché possano fornire un ulteriore contributo qualificato circa le valutazioni delle proposte di sperimentazione ed i relativi esiti.
Segnaliamo in aggiunta che le tempistiche per completare le sperimentazioni appaiono oggi non coerenti con lo sforzo tecnico richiesto. Stante lo stato dei lavori infatti, l’esercizio sperimentale potrà ragionevolmente iniziare solo a partire dai campionamenti nel secondo semestre del corrente anno, pertanto la data di termine delle sperimentazioni del 31 dicembre 2021 oggi prevista, comporterebbe la necessità di contenerne l’attuazione entro un periodo ridotto, certamente non sufficiente a completare la valutazione delle attività e l’eventuale elaborazione di ulteriori relazioni relative agli effetti socio-economici indotti. Segnaliamo pertanto l’opportunità di estendere le tempistiche per portare a compimento le sperimentazioni al sessennio successivo, in maniera da renderle coerenti con la prossima revisioni dei Piani di Gestione del distretto idrografico (II aggiornamento).
Infine, relativamente al Cap. 5.7.1 “Monitoraggio fauna ittica” riteniamo sia necessario specificare che nella valutazione dell’indice NISECI è sempre necessario il preventivo campionamento, anche qualora si debba fare ricorso al giudizio esperto, che potrà pertanto intervenire solo a valle e sulla base dei risultati del campionamento stesso.

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