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Posizioni Associative / Mise

Consultazione pubblica PNIEC

Di seguito riportiamo le risposte al questionario sul Piano Nazionale Integrato Energia Clima trasmesse al MISE



FER elettriche distribuite


D1: Con quali misure aggiuntive si può sostenere la diffusione dell’autoconsumo di energia e le comunità dell’energia rinnovabile, anche con sistemi di accumulo distribuito?

È necessario semplificare l’attuale quadro regolatorio, adottando una definizione univoca di autoconsumo e promuovendo la realizzazione di sistemi alimentati da impianti FER e/o CAR caratterizzati da elevati standard di qualità/sicurezza del servizio e della rete privata, se ne risulta necessaria e conveniente la realizzazione. Si propone l’adozione di misure volte a snellire/uniformare i processi autorizzativi a favore degli impianti e delle relative opere di connessione, e la semplificazione degli attuali adempimenti fiscali. Inoltre, sarà opportuno regolamentare sia lo scambio virtuale - ad es. attraverso lo “scambio sul posto perimetrale” anticipato dall’ARERA - che lo scambio fisico - attraverso reti fisiche interne - per consentire la scelta dell’opzione più rispondente alle specifiche esigenze energetiche locali.
Le misure di supporto potranno continuare ad essere di tipo implicito nel breve periodo (previa corretta/adeguata calibrazione delle stesse rispetto ai costi delle tecnologie) mentre nel lungo periodo occorrerà valutare l’adozione di misure esplicite, controllabili e trasparenti, in grado di sostenere configurazioni di autoconsumo efficienti, flessibili e sostenibili, nel rispetto dei principi di «cost reflectivity» e di efficienza di sistema, confermati a livello europeo. Qualsiasi modifica regolatoria dovrà comunque salvaguardare le configurazioni in autoconsumo esistenti.
Infine, sarà opportuno regolamentare in via sperimentale ed evitando un’inefficiente duplicazione della rete, la realizzazione di nuovi sistemi in autoconsumo anche nella configurazione “uno a molti” (compresi gli SDC) e di nuove comunità energetiche locali purché si assicuri una completa integrazione di tutte le risorse distribuite nei meccanismi di mercato (bilanciamento, partecipazione ai costi di sistema) e il mantenimento dei diritti dei clienti compresi al loro interno (es. qualità fornitura, possibilità di switching fornitore, uscita dalla configurazione, etc).

• D2: Quali misure ritenete più opportuno implementare per favorire l’integrazione delle rinnovabili negli edifici nuovi ed esistenti? E quali ritenete attualmente le principali barriere all’integrazione delle rinnovabili negli edifici?

Nell’ottica di sostegno agli impianti di piccole/medie dimensioni in autoconsumo FER/CAR, si ritiene opportuno adottare programmi di sensibilizzazione, snellire/uniformare i relativi procedimenti autorizzativi, stabilizzare il meccanismo delle detrazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio. In particolare, si reputa necessario consentire anche agli utenti industriali di beneficiare di tale misura prevedendo l’aumento del tetto al credito fiscale, estendendo la cedibilità del credito fiscale anche a generazione distribuita e accumuli e facendo rientrare tra gli interventi ammissibili anche soluzioni di accumulo stand-alone.
Si ritiene utile inoltre prevedere un sostegno per lo sviluppo di prodotti e servizi digitali e di automazione che migliorino la programmabilità della produzione e permettano la fornitura di servizi di rete (es. storage) da parte delle FER intermittenti negli edifici, e di sistemi intelligenti per la gestione e il monitoraggio del consumo di energia degli stessi.
In particolare, ad esempio, sarebbe opportuno mettere in campo una molteplicità di strumenti che possano favorire e sostenere l’evoluzione tecnologica e la R&S in tali settori, come il potenziamento dei fondi per la ricerca e l’innovazione esistenti, l’introduzione di contributi all’investimento e/o sgravi fiscali e detassazioni per le imprese private, la semplificazione amministrativa e il sostegno economico per la realizzazione di progetti pilota, l’imposizione di obblighi sempre crescenti in materia di FER sia nel settore pubblico che privato.
Il supporto andrebbe garantito a tutte quelle iniziative che possono favorire la diffusione di tali sistemi che sono in grado, a tutti i livelli, di introdurre significativi miglioramenti delle prestazioni degli impianti di produzione, efficientamento degli usi e in generale progressi rilevanti nella gestione dei flussi di energia e di informazione.

• D3: Avete proposte concrete e non onerose per i consumatori per salvaguardare il parco installato di impianti distribuiti?

Si ritiene necessario introdurre specifiche misure a favore degli interventi di repowering e di revamping, in un’ottica di valorizzazione dei siti già oggetto di investimenti in passato e di minimizzazione di consumo di suolo connessa alla generazione elettrica da FER. Si auspica in tal senso l’introduzione di procedure autorizzative semplificate e l’adozione di modifiche normative a livello centrale - riducendo così l’arbitrarietà di applicazione dei procedimenti oggi registrata nelle diverse Regioni/Province - che rendano possibile oltre al ricorso dell’istituto della PAS, anche l’esclusione dalla procedura di VIA/verifica di assoggettabilità a VIA per quegli interventi che saranno realizzati nel rispetto di specifici criteri ambientali/progettuali o l’adozione di criteri semplificati per le valutazioni di tipo ambientale limitate all’esame delle sole variazioni dell’impatto ante e post-intervento. Si auspica ad esempio la fissazione di soglie, differenziate per fonte e per tipologia di intervento, entro cui l’intervento possa essere ritenuto a limitato impatto ambientale/sociale e dunque sia possibile autorizzarlo mediante comunicazione, o semplice notifica allo sportello unico.
Al fine di favorire interventi sugli impianti esistenti si ritiene inoltre necessario il superamento di misure vincolanti, quali ad esempio il cosiddetto “spalma-incentivi volontario”, che oggi impedisce l’accesso ai meccanismi di sostegno ai progetti di repowering di impianti che non hanno aderito al suddetto meccanismo: la disposizione coinvolge la quasi totalità degli impianti FER, che non vi hanno aderito. Andrebbero in tal senso ripensate e ridefinite le attuali modalità di accesso ai meccanismi di sostegno, assicurando la partecipazione degli impianti che non hanno aderito allo Spalmaincentivi pur preservando i diritti di chi vi ha aderito.

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