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La parola a Roberto Moneta, Amministratore Delegato GSE


Il percorso che abbiamo davanti non sarà brevissimo e non sarà scontato. La transizione energetica in atto, l’uso consapevole delle risorse del pianeta, la lotta al cambiamento climatico stanno orientando il nostro prossimo futuro verso una direzione affascinante e nuova. Il GSE è uno degli assi storici su cui ruota il sistema energetico italiano, ma anche la Società pubblica  che ha il compito di rendere questa rivoluzione una scelta condivisa e consapevole, un’opportunità. Il nostro dovere è portare nell’economia, nelle aziende, nella vita di ogni cittadino, l’idea, come anche la certezza, che le sfide che abbiamo davanti sono di tutti.

Abbiamo 12 anni per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità che l’accordo ONU dell’Agenda 2030, sottoscritto da 193 Paesi nel settembre 2015, ha affidato al nostro Paese. Per farlo dobbiamo continuare a lavorare nella costruzione di una governance partecipata, inclusiva e generativa così come è accaduto in occasione della redazione del Piano nazionale integrato per l’Energia e il Clima, presentato a gennaio all’Unione Europea. Per questo documento MiSE, MATTM, MIT, RSE, ISPRA, ENEA, Politecnico di Milano, ARERA e noi del GSE abbiamo lavorato in modo congiunto, disegnando uno strumento fondamentale per la politica energetica e ambientale del nostro Paese e dell'UE. Un Piano su decarbonizzazione, efficienza e sicurezza energetica, mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività che ci vincolerà per i prossimi 10 anni, e ci permetterà di guardare al futuro con fiducia.

Il primo passo, che con il mio mandato in GSE ho voluto compiere continuando in questa direzione, è stato quello di mettere in condivisione le conoscenze, le competenze e il patrimonio dei dati a disposizione del GSE. Abbiamo iniziato a incontrare il mondo dell’energia - dagli Operatori alle Associazioni di Categoria - per ascoltare le esigenze del settore e fornire risposte tempestive e coerenti, capaci anche di favorire il rilancio degli investimenti immobilizzati.

La prossima presentazione del nostro Rapporto della Attività, completo dei dati, delle analisi sulle attività e dei volumi energetici ed economici gestiti nel 2018 dalla Società, metterà al centro anche loro che, con i decisori pubblici, gli stakeholder e i cittadini, potranno dare, sulla base di dati scientifici, importanti spunti utili all’evoluzione del sistema energetico nazionale.

Per coinvolgere e sensibilizzare fasce sempre più ampie della società civile, andando oltre gli addetti ai lavori, è stato invece necessario partire da un’osservazione analitica delle dinamiche socio-economiche che si stanno delineando nel nostro Paese. E’ emerso che, relativamente ai Goals dell’Agenda 2030, l’Italia deve fare di più su povertà, occupazione, disuguaglianze e condizione delle città.

Potenziare il nostro supporto alle Pubbliche Amministrazioni nell’affrontare il complesso compito di coniugare la dimensione ambientale ed economica con quella sociale sembra dunque un’azione necessaria per mettere in piedi una strategia “BES”, per un benessere equo e sostenibile di tutti noi, capace di coinvolgere Istituzioni, Società Civile, mondo della Scuola, famiglie in un cambio di passo collettivo, impegnato anche nell’integrazione della parte più vulnerabile della nostra società.

La macchina del GSE batte convinta questa strada.

Continueremo l’importante lavoro sugli edifici scolastici di tutto il territorio italiano, favorendo la realizzazione di interventi di efficientamento energetico e di generazione di energia da fonti rinnovabili, con anche percorsi didattici per bambini e ragazzi, convinti che solo una Scuola “sana” formerà una Comunità capace di realizzare “sogni di sostenibilità”. A oggi abbiamo contribuito alla riqualificazione di quasi 800 istituti pubblici riconoscendo circa 25milioni di euro di incentivi.

Potenzieremo l’esperimento di Porto Torres dove il ‘Reddito Energetico” è diventato realtà. Qui l’amministrazione ha investito in un fondo rotativo le cui risorse sono state impegnate, tramite bando, alle famiglie in difficoltà economica per l’acquisto in comodato di impianti fotovoltaici domestici. Stiamo lavorando affinché la realtà sarda non rimanga un caso isolato. Il nostro obiettivo è infatti quello di replicarlo su scala nazionale e in una formula che non implichi necessariamente risorse della PA.

Abbiamo avviato importanti tavoli di lavoro con le ATER, le Aziende territoriali per l'edilizia residenziale pubblica, per occuparci dell’Edilizia Popolare. Presto estenderemo le nostre politiche di supporto e promozione della sostenibilità alle Istituzioni che gestiscono gli Istituti Penitenziari, compresi quelli per i minori, e agli Enti impegnati nel Sistema di Accoglienza per i rifugiati, per contribuire in modo concreto alla costruzione di città umane e sicure.

C’è poi tutta la storia - ancora non scritta - della mobilità del futuro. Un’economia fresca pronta a partire e che sta trovando sempre più posto nelle agende delle classi dirigenti. Un’opportunità per il paese che il GSE, sono certo, collaborerà a rendere reale.

La scalabilità della nostra strategia dipenderà dalla capacità di contaminazione dei vari livelli di Governo nella trasformazione delle nostre città in modelli virtuosi di cittadinanza attiva, grazie a interventi integrati e coraggiosi, virali e inclusivi. E avremo bisogno anche del forte ingaggio delle Imprese alla realizzazione di progetti innovativi. Per loro sarà necessario studiare una politica che sappia supportarle nell’ affrontare uno scenario internazionale sempre più competitivo, orientato alla riduzione dei consumi e alla compatibilità sul piano ambientale.

Siamo in marcia, dunque, con passi ben decisi e condivisi verso il 2030.

Non credevo che all’emozione della mia nomina di Amministratore Delegato del GSE, lo scorso ottobre, se ne potesse aggiungere una ancora più potente: quella quotidiana di continuare a lavorare in un settore sempre più compatto e determinato "nell’educazione civica allo Sviluppo Sostenibile” del nostro Paese.

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