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News Room / Scelti da noi / 04-11-2020

Fiducia, comproprietà e benefici diffusi potrebbero far girare le pale eoliche

Segnaliamo questo articolo pubblicato su QualEnergia sullo sviluppo dell'eolico in Italia


L’Europa punta sull’eolico, on e offshore, che in Italia è considerata una delle principali fonti per centrare gli obiettivi delle rinnovabili al 2030. Con la previsione di installare in media 1 GW di eolico ogni anno nei prossimi dieci anni, oltre il doppio della media registrata nel periodo 2016-2019, è necessario affrontare le ragioni delle comunità che si oppongono alla realizzazione degli impianti. Anche in ragione della loro pervasività nei territori, gli impianti di produzione da fonte rinnovabile sono veri e propri sistemi socio-energetici la cui realizzazione richiede competenze relazionali oltre che ingegneristiche, la disponibilità a confrontarsi con il territorio anche attraverso strumenti di partecipazione strutturati come l’Inchiesta Pubblica e a condividere il beneficio economico con la comunità. Non devono essere, infine, scordate le questioni che attengono ai temi della giustizia energetica (vedi alcuni articoli correllati in fondo).

Chi e perché si oppone agli impianti eolici? Un sistema di azionariato diffuso, anche di tipo cooperativo, è un bene in sé? O necessita di condizioni precise affinché non si corra il rischio che ad essere esclusi dai benefici siano sempre gli stessi e che questo possa essere un ulteriore motivo di opposizione?

A queste e ad altre domande ha cercato di rispondere Giuseppe Pellegrini-Masini, ricercatore alla Norwegian University of Science and Technology e autore di “Wind Power and public engagement: Cooperatives and Community Ownership” edito da Routledge. Il libro, appena pubblicato, documenta e analizza gli esiti delle interviste realizzate dall’autore a sostenitori e oppositori, cittadini e amministratori pubblici, stakeholders che a vario titolo avevano preso parte al processo di costruzione della Westmill Wind Farm, nell’Oxfordshire, la prima cooperativa britannica ad aver realizzato un impianto eolico collettivo. Le 57 variabili emerse dalle interviste qualitative sono in seguito state rielaborate e confluite in un questionario somministrato via posta ai residenti di quattro comunità scozzesi ubicate nel raggio di dieci chilometri di distanza da siti interessati alla realizzazione di parchi eolici.

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