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Mori "Bene gli obiettivi, servono strumenti"

Condividiamo l'articolo di Staffetta sulla posizione di Elettricità Futura in merito all'Audizione sull'indagine conoscitiva sulle prospettive di attuazione e di adeguamento della strategia energetica nazionale al piano nazionale energia e clima per il 2030

Il presidente di Elettricità Futura alla Camera invita il Governo a emanare il Decreto Fer e finalizzare il capacity market. Idroelettrico “nel Fer 2”. Bene gli obiettivi del Piano ma serviranno nuove installazioni e “l'Italia è un territorio piccolo, densamente popolato e con dei paesaggi straordinari”. 

“È importante dare dei target ambiziosi e realistici” ma “il Piano Energia e Clima, che ci auguriamo venga formalizzato quanto prima, si deve accompagnare a misure attuative”. L'avvertimento lo ha lanciato Simone Mori, presidente di Elettricità Futura, intervenendo in audizione presso la commissione Attività produttive della Camera nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle prospettive di attuazione e di adeguamento della Strategia energetica nazionale al Piano nazionale energia e clima per il 2030 lanciata dalla presidente Barbara Saltamartini (Lega) (v. Staffetta 06/12/18) e che stando al Pec dovrà servire come fase istruttoria per definire gli strumenti del Piano definitivo.

“Quello che sta mancando oggi, un problema europeo, ma soprattutto italiano, è tradurre gli obiettivi europei in strumenti che consentano di mettere in moto la macchina degli investimenti”, ha esordito Mori. In primo luogo serviranno “stabilità delle regole per la continuità degli investimenti”. Quindi bisognerà mettere in campo tutte le strategie disponibili per raggiungere i target, che in numeri significa +80% di eolico e più che raddoppio per il fotovoltaico, “uno sforzo significativo che vuol dire un deciso passo avanti di capacità attuativa”. Quello che conta è che “da domani dobbiamo metterci al lavoro attraverso strumenti che consentano di raggiungere questo risultato nel modo più efficiente possibile”.

I problemi sono tanti. Il primo sarà l'uso del territorio: “L'Italia è un territorio piccolo, densamente popolato e con dei paesaggi straordinari. Non possiamo pensare di non usarlo bene per questo cambiamento di piattaforma energetica”. Centrale sarà poi il repowering “la scelta prioritaria per l'eolico”. Bisognerà perciò prestare un occhio alle procedure autorizzative con un'armonizzazione dei territori, fermo restando che i rifacimenti e i capannoni non basteranno: “si potrebbe pensare ai terreni agricoli improduttivi. Serve fare un lavoro utilizzando le aree agricole marginali”. Continua a leggere...

La presentazione di Elettricità Futura è disponibile al seguente link.

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