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I contratti a lungo termine e la stabilizzazione del mercato elettrico italiano

Il convegno organizzato da Confindustria, Elettricità Futura e Federacciai “Verso l’applicazione dei Renewables Corporate PPAs (Power Purchase Agreements) in Italia” ha aperto un dibattito tra governo, autorità e aziende sui contratti a lungo termine

Lavorare insieme in un’ottica win win è la premessa del convegno organizzato da Elettricità Futura, Confindustria e Federaccia sulle PPAs (Power Purchase Agreements), i contratti a lungo termine per le rinnovabili. “E’ la prima volta che il mondo dei produttori di energia e quello dei consumatori organizzano un evento insieme per iniziare a ragionare su questo tema”, afferma Simone Mori. “Occorre provare a capire - continua il Presidente di Elettricità Futura -  in che modo i Corporate PPA possono diventare uno strumento importante e determinante nel processo di decarbonizzazione del nostro Paese”. Per Antonio Gozzi, Presidente di Federacciai è necessario, in questo momento di transizione energetica, introdurre un soggetto terzo che metta insieme le rinnovabili, in quanto non basta più il rapporto domanda offerta.  Luciano Barra, capo della segreteria tecnica del dipartimento energia del Mise, sostiene che l’interesse pubblico sarà consistente nel momento in cui l’onere diminuisce. “L’intervento pubblico dovrà essere di accompagnamento: nelle rinnovabili si sta andando verso un mercato senza incentivi diretti”, commenta Barra. Secondo il presidente dell’AEEGSI Guido Bortoni, non c’è un reale ostacolo nell’introduzione dei PPAs in Italia, se non la struttura del mercato elettrico del nostro Paese. “Il sistema, con la S maiuscola, deve fornire un’adeguata assicurazione ai rischi che non riesce a gestire nei PPAs. Il cosa diventa fattibile solo se il come è ben strutturato”.

Un convegno che ha visto la testimonianza di Sam Kimmins, Responsabile Campagna RE 100, Giles Dickson, AD di Wind Europe e Tor-Ove Hostad, Vice Presidente Senior di Norsk Hydro. I Paesi che nel 2017 hanno maggiormente utilizzato le corporate PPAs sono l’Inghilterra, la Svezia, la Norvegia, la Danimarca e in misura minore l’Irlanda. Secondo Kimmins, per lo sviluppo delle PPAs è cruciale lo sviluppo di un sistema di regolamentazione e tracciabilità delle rinnovabili elettriche, la stabilizzazione delle policy a lungo termine, un alto target per lo sviluppo delle rinnovabili e dei modelli di contratti che siano standardizzati e centralizzati. I più attivi sul mercato delle PPAs sono Norsk Hydro (1.115 MW di capacità contrattualizzata), BT Group (789 MW) e Google (569 MW). Per le aziende italiane lo sviluppo dei Corporate Renewables PPAs potrebbe rappresentare un’opportunità per stabilizzare i costi dell’energia su un orizzonte di lungo periodo, contrattare prezzi più competitivi rispetto al mercato spot, diversificare le risorse energetiche e favorire la sicurezza degli approvvigionamenti. L’importante è iniziare a sperimentare, come detto a fine intervento dallo stesso Barra.

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