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La SEN verso la transizione energetica

di Sara Romano, Direttore Generale per il mercato elettrico, le rinnovabili e l’efficienza energetica, il nucleare – Ministero Sviluppo Economico

 

Accolgo con grande piacere l’invito di Elettricità Futura a intervenire sulle “colonne” del sito della più grande associazione del settore elettrico. Piacere che deriva dal fatto che Elettricità Futura, proprio perché capace di esprimere la complessità di un mondo che vede riunite multinazionali di grande peso, medie e piccole imprese ed infine centinaia di operatori di piccole dimensioni, costituisce un interlocutore di grande rilevanza per il Ministero dello Sviluppo Economico, in particolare nell’attuale fase di definizione degli strumenti che dovranno consentirci di guidare la transizione energetica nel nostro Paese.

Un primo passo importante in questa direzione lo abbiamo compiuto, su iniziativa del Ministro Carlo Calenda e con la collaborazione di tutti gli interlocutori, mettendo a punto la nuova Strategia Energetica Nazionale, adottata il 10 novembre scorso dai Ministri Calenda e Galletti.

La SEN è il risultato di un processo durato un anno che ha coinvolto, sin dalla fase istruttoria, gli organismi pubblici operanti sull’energia, le strutture della ricerca scientifica, gli operatori delle reti di trasporto di elettricità e gas e qualificati esperti del settore. La proposta di Strategia è stata quindi oggetto di ripetuti confronti in Parlamento ed è stata posta in consultazione pubblica per tre mesi, con una ampia partecipazione: oltre 250 tra associazioni, imprese, organismi pubblici, cittadini e esponenti del mondo universitario hanno formulato osservazioni e proposte, per un totale di 838 contributi.

Obiettivo della SEN è dotare il Paese di una programmazione a lungo termine per rendere il sistema energetico nazionale più competitivo, più sostenibile e più sicuro.

Lato sostenibilità, l'Italia parte bene, essendo uno dei pochi Paesi europei ad aver raggiunto in anticipo gli obiettivi al 2020, con una penetrazione di rinnovabili del 17,5% sui consumi complessivi al 2015 rispetto al target del 2020 del 17% e con una forte diffusione delle tecnologie per l’efficienza in particolare nei settori industriale e domestico; sono stati compiuti progressi tecnologici e organizzativi che offrono nuove possibilità di conciliare contenimento dei prezzi dell’energia e sostenibilità.

Permettetemi di ricordare, schematicamente, i principali target fissati dalla Strategia.

Sull’efficienza energetica si prevede una riduzione dei consumi finali da 118 a 108 Mtep con un risparmio di circa 10 Mtep al 2030. Sulle fonti rinnovabili, miriamo ad una quota del 28% sui consumi complessivi al 2030 rispetto al 17,5% del 2015; questo obiettivo si articola in una quota di rinnovabili, al 2030, del 55% sul consumo elettrico rispetto al 33,5% del 2015, del 30% sugli usi termici rispetto al 19,2% del 2015 e del 21% nei trasporti rispetto al 6,4% del 2015. Prevediamo una riduzione del differenziale di costo tra il gas italiano e quello del nord Europa e soprattutto una riduzione del costo medio di generazione elettrica, grazie al calo dei costi delle tecnologie rinnovabili, e dei prezzi nazionali dell'elettricità rispetto alla media UE. Ci siamo dati l’obiettivo della cessazione della produzione di energia elettrica da carbone al 2025, da realizzare tramite un puntuale piano di interventi infrastrutturali, e della razionalizzazione del downstream petrolifero, mirando alle bioraffinerie e a un uso crescente di biocarburanti sostenibili e del GNL nei trasporti pesanti e marittimi. Sul fronte della decarbonizzazione abbiamo fissato l’obiettivo di una riduzione delle emissioni del 39% al 2030 e del 63% al 2050 rispetto ai valori del 1990 mentre puntiamo a raddoppiare gli investimenti in ricerca e clean energy. Vogliamo spingere sulla mobilità sostenibile, attraverso una crescente diffusione di veicoli a basso impatto ambientale e dei servizi di mobilità condivisa, che possono contribuire in misura molto significativa tanto alla riduzione delle emissioni climalteranti, quanto al miglioramento della qualità dell’aria nelle aree urbane. Infine, la Strategia prevede di incrementare gli investimenti sulle reti per maggiore flessibilità, adeguatezza, resilienza e integrazione con l’Europa, e di ridurre la dipendenza energetica dal 76% del 2015 al 64% del 2030 attraverso una forte crescita delle rinnovabili e dell’efficienza. In questo ambito, particolare efficacia verrà dalla diffusione dei consumi elettrici finali, che presentano margini di efficienza indubbiamente rilevanti.

Il raggiungimento di questi obiettivi comporta molte azioni. Nel settore elettrico, tra le cose più prossime e più rilevanti, certamente vi sono i nuovi regimi di aiuto per le rinnovabili, l’attuazione della Legge concorrenza sul superamento della tutela di prezzo per famiglie e piccole imprese, l’attuazione del nuovo mercato della capacità, per rendere il sistema elettrico più flessibile e più adatto a gestire in sicurezza un incremento sostenuto del contributo delle fonti rinnovabili non programmabili. Inoltre, dobbiamo accelerare sul percorso di inserimento delle rinnovabili nel mercato e ampliare la partecipazione della domanda e degli aggregatori; avvieremo un confronto sulle regole per garantire la realizzazione in tempo utile delle infrastrutture necessarie alla transizione e per rendere compatibili obiettivi energetici e tutela del paesaggio; lavoreremo insieme ai territori e alle parti sociali per generare nuova occupazione e promuovere innovazione e crescita. Come il ministro Calenda ha avuto modo di osservare più volte, la Strategia energetica nazionale insieme al Piano industria 4.0 e al Piano per l’internazionalizzazione è uno dei grandi assi di sviluppo industriale del paese nei prossimi anni, cui possiamo senz’altro aggiungere il piano sulla connettività e lo sviluppo digitale.  Con la SEN, abbiamo posto obiettivi ambiziosi e complessi, in grado di mobilitare investimenti per 175 miliardi, per oltre l’80% diretti a incrementare la sostenibilità ambientale del settore energetico e favorire ricadute su settori ad elevato impatto occupazione ed innovazione tecnologica . Per raggiungerli servono certamente politiche pubbliche efficaci ed efficienti, ma il successo della strategia dipende anche dalle azioni di tutti giorni, dalla partecipazione dei cittadini, dalla capacità di iniziativa e di innovazione delle imprese, dal coordinamento tra gli attori del sistema istituzionale, ad iniziare dalle Regioni e dall’Autorità per l’energia. Dunque, lo consideriamo un punto di partenza piuttosto che di arrivo e sappiamo che tanto ancora c’è da fare, ma adesso abbiamo una cornice definita e condivisa di dove vogliamo arrivare.

 

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