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EF su autoconsumo


Problemi sull'idroelettrico nella bozza di decreto Fer. Simone Mori, presidente di Elettricità Futura, se ne è lamentato questa mattina con la commissione Industria del Senato intervenendo in audizione sul tema dell'autoproduzione accompagnato dal direttore generale Luigi Napoli: “la bozza di decreto che sta uscendo – ha detto Mori – è molto penalizzante sul tema delle piccole centrali idroelettriche; noi crediamo che debbano essere rigorosissime per l'impatto ambientale, ma c'è una storia imprenditoriale che va preservata”. Problemi anche sull'eolico: “il repowering è fondamentale. L'eolico è stato costruito 10 anni fa, sui siti migliori, già industrializzati, ha senso dare priorità allo sviluppo di questi siti”. Come anticipato da Staffetta, il ministero dell'Ambiente ha chiesto al Mise di escludere esplicitamente dagli incentivi gli impianti mini idro (v. Staffetta 07/09).

Per quanto riguarda il tema specifico della mattinata, Mori ha notato che l'autoconsumo è esploso: oggi la produzione diffusa è di 63 TWh, circa un quarto è in autoconsumo, ma di questo “la gran parte è da fonti non rinnovabili” e deriva da configurazioni storiche. Tuttavia per il futuro si prevede lo sviluppo di fotovoltaico e in parte microcogenerazione. Un altro nodo sarà il tipo di incentivo per l'autoconsumo: su questo il presidente dell'associazione di Confindustria ha sottolineato i limiti delle esenzioni. “Finora lo sviluppo dell'autoproduzione si basa sulle esenzioni: se autoproduco non pago alcuni oneri”, ha ricordato, ma i costi coperti dagli oneri non scompaiono perché “li paga qualcuno altro”. E anche se il modello attuale ha dei benefici per il settore, “non è detto che questi benefici siano correttamente calibrati”. Sussistono due problemi: i pannelli fotovoltaici per l'autoconsumo costano di più e “una misura mirata potrebbe coprire gli extracosti rispetto ai grandi impianti”; inoltre il beneficio dipende dal livello degli oneri generali di sistema: “se gli oneri generali di sistema costano molto il beneficio è molto grande, se si dovessero ridurre il beneficio si ridurrebbe”. Su questo, ha fatto sapere il presidente di Elettricità Futura, “c'è un dibattito molto vivace anche al nostro interno”.

Secondo Mori serviranno politiche di sostegno “calibrate ed efficienti”, così come un processo autorizzativo più ordinato: “fondamentale che il nuovo decreto Fer faccia segnare il cambio di passo” e bisognerà evitare confusioni sul fronte fiscale per cui dovrebbero essere “ridotti e armonizzati gli adempimenti fiscali, penso alla microcogenerazione”.

La scelta tra grandi e piccoli impianti, ha concluso, non può essere “filosofica”: “non si dovrà scegliere tra grandi impianti e piccoli impianti, sarà e-e”. Inoltre, il parco termoelettrico “dovrà essere migliorato”. Gli impianti tradizionali, ha ricordato, funzioneranno sempre di più per la sicurezza: “è necessario che le regole di mercato rispondano a questa situazione e che vengano remunerate non per il fatto di produrre, ma per fornire questa sicurezza, questo backup, questo meccanismo di capacità e che siano lì pronte a funzionare”.

Infine, una difesa del ruolo degli operatori delle reti di distribuzione e della remunerazione degli investimenti: la rete, ha detto, “è un monopolio naturale, dobbiamo evitare le duplicazioni”. La realizzazione di reti private deve avere “un evidente beneficio dopo un'analisi costi-benefici”, e i Dso sono soggetti fondamentali. Tutti temi economici su cui, ha concluso, “la regolazione deve riconoscere correttamente i costi laddove si generano, e allocare le risorse in modo coerente”.

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