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News Room / Scelti da noi / 21-12-2020

Il settore elettrico vuole cogliere ancora la sfida dell’innovazione

Intervista di Agostino Re Rebaudengo, Presidente Elettricità Futura, all'interno della rivista Italia NO DIG - La rivista nazionale delle tecnologie a basso impatto ambientale

La crescita delle energie rinnovabili in Italia ha trovato il sistema delle reti elettriche gestite dalle utility sufficientemente preparato dal punto di vista tecnico, innovativo e organizzativo?

Il nostro Paese dispone di una consolidata rete di distribuzione che ha saputo garantire massima efficienza di connessione con i consumatori finali. Una solidità del sistema di cui abbiamo avuto prova anche durante i mesi di lockdown in cui si è registrato, a fronte di un importante calo dei consumi, un profondo cambiamento del mix produttivo a favore delle rinnovabili che hanno contributo fino al 52% della produzione netta di energia elettrica nel secondo trimestre 2020. Un incremento di 6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per raggiungere il nuovo target europeo di riduzione di almeno il 55% di CO2 entro il 2030, le rinnovabili dovranno coprire il 70% dei consumi elettrici. Le infrastrutture di rete dovranno quindi prepararsi ad accogliere una sempre maggiore quota di fonti rinnovabili, prodotte da una generazione sempre più distribuita. Sarà centrale poter disporre di dati in tempo reale anche dei piccoli impianti, la cosiddetta “osservabilità” per una gestione ancora più accurata delle reti di distribuzione. Inoltre, le reti dovranno abilitare le attività di “demand response” dei “prosumer” (produttori e consumatori).

Allo stesso modo le reti elettriche italiane saranno in grado di implementare l’aumento cospicuo delle Fer previsto con gli obiettivi al 2030?

Lo sviluppo delle reti anche in media e bassa tensione è uno dei driver per la progressiva decarbonizzazione del settore elettrico. La gestione in sicurezza del sistema in presenza di una penetrazione di produzione da fonti rinnovabili richiede notevoli investimenti per consentire di bilanciare la produzione e il carico. Ciò è ancora più evidente in un Paese come il nostro in cui lo sviluppo delle rinnovabili è basato su fotovoltaico ed eolico, due fonti non-programmabili anche se sempre più prevedibili e, soprattutto per l’eolico, localizzato nelle Isole e nel Sud. Continua a leggere...

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