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Filo diretto / Affari Europei / 25-09-2026

Auto elettriche, l'Europa avanza ma a velocità diverse

Rapporto Transport & Mobility Leuven per ACEA: Norvegia e Paesi Bassi guidano l'elettrico tra i veicoli commerciali, Italia in miglioramento sui costi di gestione

Il report "Monitoring the shift to zero-emission vehicles in Europe: Key Performance Indicators for light-duty vehicles", pubblicato da Transport & Mobility Leuven per l'ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association), traccia lo stato della transizione verso la mobilità a zero emissioni nel secondo trimestre del 2026. Il quadro che emerge è di progressi costanti ma disomogenei, con differenze marcate tra paesi e, in alcuni casi, anche all'interno degli stessi paesi.

Nella prima metà del 2026 la quota di veicoli a zero emissioni tra le nuove immatricolazioni di auto è salita al 21%, dal 15% dello stesso periodo del 2025. Sedici paesi europei superano ora il 20%. Per i veicoli commerciali leggeri la quota resta all'11%, segno di un mercato ancora in fase iniziale, con Norvegia, Paesi Bassi e Danimarca come apripista. Anche il mercato dell'usato si muove. La quota di BEV è passata dal 6,4% di un anno fa al 7,5% di luglio 2026.

Il costo totale di possesso delle auto elettriche si avvicina sempre più a quello dei veicoli a benzina o diesel, e in Germania risulta già inferiore per tutti i segmenti. In Italia il miglioramento è il più marcato tra i paesi osservati, con le elettriche già più economiche nell'arco della vita del veicolo nei segmenti city car, medie e grandi, mentre tra le piccole risultano vantaggiose solo se ricaricate a casa. Anche il costo dell'energia per 100 km resta più basso per un'elettrica ricaricata a casa o su colonnine pubbliche lente, e ora conviene anche con la ricarica rapida in corrente continua in 24 dei 26 paesi analizzati. A luglio 2026 erano disponibili sul mercato europeo 25 modelli elettrici sotto i 30.000 euro, 13 in più rispetto a un anno prima. Il prezzo delle batterie è sceso a 92 euro per kWh, il 75% in meno rispetto al 2015.

La capacità pubblica di ricarica nell'UE-27 ha raggiunto 41,6 GW a giugno 2026, il 29% in più rispetto allo stesso mese del 2025. Le colonnine pubbliche sono arrivate a 195.082, superando per la prima volta il numero delle stazioni di rifornimento tradizionali, ferme a 113.078. Restano però forti divari tra paesi. In 16 dei 27 Stati membri le colonnine sono ancora meno numerose dei distributori di carburante, e tra questi rientra anche l'Italia, insieme a Repubblica Ceca, Polonia, Spagna, Grecia e Bulgaria. Con 1,2 milioni di punti di ricarica l'Europa è comunque lontana dall'obiettivo di 3,5 milioni fissato per il 2030.

La quota di colonnine a ricarica rapida in corrente continua è salita al 20%, dal 17% del 2025 e dal 14% del 2024, ma resta indietro rispetto a Cina (52%) e Stati Uniti (29%). La ricarica rapida genera i picchi più alti di domanda elettrica, e questo pone un limite a quanto la sua quota può ancora crescere.

La capacità solare installata per veicolo è salita a 1,19 kW, ancora lontana dall'obiettivo di 3,2 kW. Cresce anche la ricarica bidirezionale, che permette all'auto di restituire energia alla rete. La offre il 20% dei modelli elettrici, contro il 13% di un anno fa. Restano invece indietro gli smart meter, fermi al 61% in Europa, e le tariffe elettriche dinamiche, ancora al 13%.

La capacità europea di produzione di batterie si ferma a 262 GWh l'anno, che sale a 542 GWh considerando anche gli impianti in costruzione, ma resta ben sotto l'obiettivo di 1.136 GWh l'anno. Il settore resta quindi lontano dagli obiettivi di autosufficienza produttiva fissati per l'Europa.

Per maggiori informazioni leggi il report (Q2 2026).

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