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Media / News / 04-11-2026

Elettricità Futura celebra 80 anni di rappresentanza delle imprese elettriche italiane

All’evento annuale dell’Associazione il Presidente Salvatore Pinto ha rilanciato il ruolo del settore elettrico per investimenti, sicurezza energetica e competitività

Il 4 novembre 2026 si è svolto a Roma, presso la Serra del Palazzo delle Esposizioni, l’evento annuale di Elettricità Futura dal titolo “Elettricità, l’energia del futuro”. La giornata ha celebrato gli 80 anni di rappresentanza associativa delle imprese elettriche italiane. Nel novembre 1946, in un Paese da ricostruire dopo la guerra, 24 imprese hanno dato vita a U.N.A.P.A.C.E., Unione Nazionale Aziende Produttrici Auto Consumatrici di Energia Elettrica, con l’obiettivo di garantire l’energia necessaria alla ripresa industriale e civile. Da allora l’Associazione ha accompagnato le grandi trasformazioni del sistema elettrico, dagli anni del boom economico alla nazionalizzazione del 1962, dalla crisi energetica del 1973 all’apertura al mercato e alla concorrenza di fine Novecento. Con la crescita delle rinnovabili e delle nuove tecnologie, la rappresentanza si è evoluta attraverso le esperienze di Assoelettrica e assoRinnovabili, fino alla nascita di Elettricità Futura nel 2017. Oggi l’Associazione riunisce l’intera filiera elettrica e guarda alle sfide della transizione energetica.

Nel corso dell’evento si è discusso del ruolo centrale dell’elettricità per la competitività, la sicurezza energetica e la sostenibilità in Italia. Sono intervenuti Salvatore Pinto, Presidente di Elettricità Futura, e Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Il Presidente Pinto ha aperto il suo intervento richiamando la necessità di aprire un dialogo permanente e costruttivo con Governo, Istituzioni e le altre rappresentanze associative. Il settore elettrico è il primo settore industriale italiano per investimenti, vale il 4,4% del PIL e con l’indotto dà lavoro a circa 600 mila persone. Investimenti aggiuntivi fino a 200 miliardi in dieci anni possono generare al 2035 oltre 120 miliardi di PIL, fino a 166 mila occupati in più all’anno e risparmi in bolletta fino a 20 miliardi l’anno. Le misure che nell’ultimo anno hanno interessato il settore, per un valore di 6-7 miliardi di euro, rischiano però di frenare questi investimenti. Salvatore Pinto ha spiegato che gli investimenti nel settore elettrico si ripagano in oltre vent’anni e che servono quindi regole stabili per attrarre i capitali necessari.

Al centro della visione di Elettricità Futura c’è l’obiettivo di ridurre il peso del gas nel sistema elettrico italiano. “Più rinnovabili e accumuli installiamo, più il gas diventa marginale”, ha affermato il Presidente. “In pochi anni siamo passati da un'ideologia all'altra. Prima l'idea di un mondo fatto di sole rinnovabili, senza combustibili fossili nel giro di pochi anni. Oggi l'opposto: le rinnovabili sono trattate come un nemico, proprio mentre il gas è a prezzi altissimi e le crisi, dall'Ucraina allo Stretto di Hormuz, mettono a rischio le forniture. Nessuna delle due è la strategia che serve all'Italia. Al Paese servono un mix equilibrato, una visione di lungo periodo e gli investimenti per realizzarla” sottolinea Pinto.

Le cinque proposte di Elettricità Futura illustrate dal Presidente riguardano la produzione di più energia in Italia, a fronte di una domanda elettrica in crescita del 28% entro il 2035, lo sviluppo del sistema con reti, accumuli, idroelettrico e un nuovo mercato della capacità, il disaccoppiamento tra rinnovabili e gas attraverso PPA, CfD e contratti a prezzo fisso, il sostegno a energivori e PMI e una regolazione chiara, definita prima e non a posteriori.

In chiusura il Presidente ha ribadito la piena disponibilità al dialogo con tutti gli interlocutori sui temi comuni, a partire dalla sicurezza degli approvvigionamenti e dalla competitività dell’Italia. “Il settore elettrico lavora nell'interesse generale del Paese. Lo fa quando investe, quando protegge famiglie e imprese dalle crisi, quando costruisce l'energia di cui l'Italia avrà bisogno domani. Non chiediamo protezione né privilegi. Vogliamo lavorare insieme al Governo, all'Autorità di regolazione, alle istituzioni e alle rappresentanze di settore, con regole chiare e stabili, per il bene di tutti. Per il bene del Paese” ha concluso.

Rivedi la registrazione dell’evento al seguente LINK.

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