NAZIONALE
Automotive, contributi ai progetti di innovazione
Il Ministero ha attivato un nuovo intervento da 631 milioni di euro nell’ambito degli Accordi per l’Innovazione, destinato a sostenere programmi di ricerca e sviluppo capaci di accompagnare l’evoluzione tecnologica della filiera automotive.
L’intervento si rivolge sia alle pmi che alle grandi imprese, dalle aziende costruttrici e alla componentistica (dall’elettronica ai software, alla meccatronica), nonché ai centri di ricerca, per progetti anche in partenariato.
La misura finanzia progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con investimenti compresi tra 5 e 40 milioni di euro. Gli interventi potranno concentrarsi su tre principali direttrici:
nuove soluzioni di mobilità e sistemi di propulsione più efficienti; componenti e tecnologie per una mobilità sostenibile, autonoma, connessa e sicura; percorsi di diversificazione e riconversione della filiera automotive verso tecnologie strategiche ad alta intensità di R&S.
Tra i costi finanziabili rientrano: personale tecnico e di ricerca impiegato nel progetto; strumenti e attrezzature nuovi utilizzati nelle attività di R&S; consulenza e ricerca contrattuale; acquisizione o licenza di brevetti, know-how e risultati della ricerca; spese generali e materiali nella misura del 20%.
Il sostegno prevede un contributo a fondo perduto fino al 50% per le attività di ricerca industriale e al 25% per lo sviluppo sperimentale, al quale può affiancarsi un finanziamento agevolato fino al 20%.
Per i progetti congiunti realizzati attraverso una collaborazione tra imprese e organismi di ricerca, il contributo può beneficiare di una maggiorazione di 10 punti percentuali per PMI e organismi di ricerca e di 5 punti per le grandi imprese, nel rispetto dei limiti previsti dalla disciplina europea.
Le domande si possono inviare dal 25 novembre 2026, mentre dall’11 novembre sarà disponibile la procedura per predisporre la domanda.
Il 40% delle risorse è inizialmente riservato ai progetti realizzati integralmente nelle regioni del Mezzogiorno; dopo sei mesi, gli eventuali fondi non utilizzati potranno finanziare iniziative localizzate nel Centro-Nord.
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