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Posizioni / Altro / 19-05-2021

Richiesta di chiarimenti sul Nuovo Canone Unico Patrimoniale

Lettera al MEF, 19 maggio 2021

Elettricità Futura ha scritto una lettera indirizzata al MEF in merito alla recente istituzione del Nuovo Canone Unico Patrimoniale, di cui all'art. 1, comma 816 della legge di bilancio 2020 (Legge n. 160/2019), esprimendo la necessità di una circolare di chiarimento.

La nuova formulazione della misura introduce ulteriori incertezze rispetto a quelle che già caratterizzavano gli adempimenti TOSAP (Tassa Occupazione Suolo Pubblico) e COSAP (Canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche) in capo agli operatori del settore energetico. In particolare, il riferimento all’utilizzatore mediato crea ambiguità circa gli obblighi dei venditori di forniture energetiche.

Tenuto conto del peculiare assetto mercato dell’energia, appare sensato che il pagamento del canone per le occupazioni con cavi e condutture dedicate alla fornitura di servizi di pubblica utilità spetti esclusivamente al titolare della rete di distribuzione, deputato all’utilizzo materiale dell’infrastruttura, in base al numero delle utenze attivate dagli operatori addetti alla vendita. In caso contrario i venditori sarebbero gravati di un onere molto rilevante e di una gestione delle pratiche estremamente complessa, soprattutto per le società largamente presenti sul territorio nazionale.

Peraltro, è  legittimo ritenere che anche nella formulazione attuale le società di vendita non siano tenute al versamento del canone; infatti, la logica precedentemente vigente dovrebbe rimanere valida. Tuttavia, l’incremento già evidente delle richieste di pagamento da parte dei Comuni verso le società di vendita, attesta la necessità di dirimere ogni forma di ambiguità.

Testo integrale della lettera


Egregio Direttore,


Elettricità Futura è la principale Associazione del settore elettrico italiano e rappresenta il 70% del mercato elettrico nazionale, con oltre 500 imprese associate tra produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili e da fonti convenzionali, distributori e fornitori di servizi.

Relativamente alla recente istituzione del Nuovo Canone Unico Patrimoniale, di cui all'art. 1, comma 816 della legge di bilancio 2020 (Legge n. 160/2019), la nostra Associazione esprime la necessità di alcuni chiarimenti.

La nuova formulazione della misura (Art 1, comma 848, Legge 30 dicembre 2020, n. 178) introduce ulteriori incertezze rispetto a quelle che già caratterizzavano gli adempimenti TOSAP (Tassa Occupazione Suolo Pubblico) e COSAP (Canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche) in capo agli operatori del settore energetico. In particolare, il riferimento all’utilizzatore mediato crea ambiguità circa gli obblighi dei venditori di forniture energetiche.

A tal proposito ricordiamo che il mercato dell’energia è caratterizzato da un peculiare assetto, che vede una netta separazione tra attività di distribuzione, svolte dai soggetti titolari delle infrastrutture, e attività di vendita, svolte dai soggetti titolari del contratto di somministrazione della commodity distribuita attraverso l’infrastruttura. Dati questi presupposti, appare sensato che il pagamento del canone per le occupazioni con cavi e condutture dedicate alla fornitura di servizi di pubblica utilità spetti esclusivamente al titolare della rete di distribuzione, deputato all’utilizzo materiale dell’infrastruttura, in base al numero delle utenze attivate dagli operatori addetti alla vendita. In caso contrario i venditori sarebbero gravati di un onere molto rilevante e di una gestione delle pratiche estremamente complessa, soprattutto per le società largamente presenti sul territorio nazionale.

È legittimo ritenere che anche nella formulazione attuale le società di vendita non siano tenute al versamento del canone; infatti, la logica precedentemente vigente dovrebbe rimanere valida. Questo orientamento è condiviso da Confindustria nel documento di commento alla legge di bilancio. Tuttavia, l’incremento già evidente delle richieste di pagamento, da parte dei Comuni verso le società di vendita, attesta la necessità di dirimere ogni forma di ambiguità.

Sottolineiamo inoltre che il comma 817 della Legge 160/2019, non modificato dalla Legge 30 dicembre 2020, n. 178, prevede che il canone sia disciplinato dagli enti in modo da assicurare un gettito pari a quello conseguito dai canoni e dai tributi che sono sostituiti dal canone, fatta salva, in ogni caso, la possibilità di variare il gettito attraverso la modifica delle tariffe. L’attribuzione del canone al “soggetto titolare dell'atto di concessione dell'occupazione del suolo pubblico e dai soggetti che occupano il suolo pubblico, anche in via mediata” potrebbe dunque portare ad una variazione del gettito non in linea con quanto disposto al comma 817.

Per questi motivi siamo a chiedere l’emanazione di una circolare di chiarimento, sulle orme della precedente Circolare n. 1/DF del 20 gennaio 2009 del Dipartimento delle Finanze.

Auspicando un cortese riscontro, Le rinnovo le mie congratulazioni e Le porgo i miei migliori saluti.

 

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