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Piano d'Azione Strategico sulle batterie

Relazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo, al comitato delle regioni e alla banca europea per gli investimenti relativa all'attuazione del Piano d'Azione Strategico sulle batterie: creare una catena del valore strategica delle batterie in Europa | Contributo di Elettricità Futura


Lo sviluppo dei sistemi di accumulo avrà un ruolo centrale per favorire la transizione energetica a livello nazionale ed europeo, anche in ottica di flessibilità e sicurezza del sistema elettrico. La proposta di Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) presentata dal Governo italiano alla Commissione Europea prevede al 2030 l’aggiunta di circa 6000 MW di stoccaggio tra pompaggi ed accumulo elettrochimico a livello centralizzato, aggiuntivi agli accumuli distribuiti, per contenere intorno a 1 TWh l’overgeneration dalle fonti energetiche rinnovabili non programmabili come il fotovoltaico e l’eolico. In prima approssimazione, il PNIEC prevede che gli accumuli elettrochimici raggiungano circa 24 GWh di capacità di accumulo operante su rete e altri 15 GWh di sistemi di accumulo accoppiati agli impianti distribuiti, evidenziando quindi l’importanza dell’utilizzo di sistemi di accumulo di piccola taglia per incrementare l’autoconsumo delle produzioni rinnovabili, in particolare fotovoltaiche.
Elettricità Futura condivide la convinzione della Commissione Europea secondo la quale, ai fini di un'integrazione effettiva delle energie rinnovabili, sarà necessario disporre dell'intera gamma di tecnologie di stoccaggio energetico, tra cui l'accumulo mediante pompaggio idraulico e le batterie.

Le batterie possono favorire lo sfruttamento ottimale delle fonti energetiche rinnovabili, intermittenti e decentralizzate. Il loro utilizzo può contribuire all'equilibrio della rete elettrica, andando a integrare la flessibilità garantita anche da migliori interconnessioni, dalla gestione della domanda e da altre tecnologie di stoccaggio dell'energia.

La Commissione Europea individua nello stoccaggio stazionario di energia rinnovabile uno dei principali fattori che traineranno la domanda di batterie. Inoltre, la relazione sottolinea che le batterie nei veicoli elettrici, fornendo servizi alla rete, potranno non solo contribuire a integrare le energie rinnovabili nel sistema elettrico, ma anche a ridurre i costi operativi del veicolo per i consumatori.
La Commissione raccomanda che “Gli Stati membri dell'UE dovranno ora lavorare alacremente per attuare il pacchetto "Energia pulita per tutti gli europei" e, in particolare, la legislazione sulla progettazione del mercato dell'energia elettrica, che consentirà ai nuovi operatori del mercato, inclusi gli operatori dello stoccaggio, di beneficiare di nuove opportunità commerciali e che attribuirà ai consumatori un ruolo importante nella produzione e nello stoccaggio autonomi di energia rinnovabile.” Riteniamo fondamentale che anche in Italia si proceda con la definizione di un quadro normativo e regolatorio ad hoc per i sistemi di storage, con riferimento sia alla mobilità elettrica sia ai sistemi di storage accoppiati ad impianti di produzione da fonti rinnovabili o stand alone, che potrebbero fornire un ampio set di servizi necessari alla gestione della rete. La creazione di un contesto chiaro e stabile, completando ed ampliando il percorso avviato con i progetti pilota (Delibera 300/2017), è condizione necessaria per la diffusione dell’utilizzo dei sistemi di accumulo, attraverso la quale si darà il necessario impulso alla crescita di un’industria Europea e nazionale competitiva nel settore dello storage.

È di fondamentale importanza che il Regolatore e il Gestore di Rete definiscano i nuovi servizi per gestire la rete in sicurezza, funzionali alle mutate condizioni operative del sistema elettrico. Tali servizi dovranno essere competitivi ed avere una visibilità sul lungo termine, al fine di garantire agli operatori la programmazione degli investimenti necessari.

È necessario procedere all’apertura alla fornitura da parte di tutte le diverse tecnologie di storage dei servizi di riserva terziaria e bilanciamento, articolati nelle modalità “a salire” e “a scendere”, nonché di risoluzione delle congestioni, di regolazione primaria di frequenza e regolazione di tensione.
Dovrà inoltre essere al più presto definito il quadro normativo di riferimento per l’autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio degli impianti e delle infrastrutture connesse e per la connessione alla rete.
Riguardo, in particolare, alla mobilità elettrica, sottolineiamo, come indicato dalla Commissione Europea stessa, che la diffusione di veicoli elettrici e la realizzazione dell’infrastruttura di ricarica vanno di pari passo: sarà pertanto fondamentale prevedere a livello nazionale delle misure che agevolino la costruzione di tale infrastruttura, a partire dall’uniformazione e semplificazione dei processi autorizzativi.

Condividiamo il principio secondo cui la produzione di batterie sostenibili – a partire da un approvvigionamento responsabile, con la minore impronta di carbonio possibile e secondo un approccio fondato sull'economia circolare – possa essere un elemento essenziale del vantaggio competitivo dell'UE. Pertanto, prescrizioni e norme armonizzate a livello europeo, dovranno essere sviluppate per sostenere il vantaggio competitivo in questo settore.
Condividiamo l’impegno della Commissione a verificare se la legislazione vigente a livello dell'UE o degli Stati Membri consenta il riutilizzo delle batterie, ad esempio impiegando per scopi stazionari le batterie dei veicoli elettrici. Allo stesso modo sarà opportuno favorire lo sviluppo/il potenziamento della filiera nazionale di gestione delle batterie esauste, con l’obiettivo di riciclarne i componenti per immetterli nuovamente nei cicli produttivi. Riteniamo che il riutilizzo delle batterie possa contribuire a ridurne l'impatto ambientale nel corso del ciclo di vita e che l'Europa abbia il potenziale per creare un'industria leader a livello mondiale anche nella gestione sicura e responsabile verso l’ambiente delle batterie a fine vita.

Anche in quest’ambito pertanto, sarà opportuno definire un quadro normativo integrato ed armonizzato, rivedendo, laddove necessario, le disposizioni sulla produzione sostenibile di batterie, sul riciclo e sullo smaltimento esistenti, in considerazione del fatto che i requisiti applicabili alle batterie immesse sul mercato influenzeranno lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie e il loro impatto su salute, sicurezza, clima e ambiente. Infine, riteniamo che l’Italia debba cogliere anche la sfida di creare le nuove competenze che saranno necessarie nel settore dello storage, in particolare, come segnalato nella relazione, per quanto riguarda la progettazione del processo e la produzione di celle, e con riferimento allo smaltimento/riutilizzo.


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