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Proposta di Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima

La Proposta che il Governo italiano ha trasmesso alla Commissione Europea

Contesto politico, economico, ambientale e sociale del piano


Da tempo l’Italia persegue il più ampio ricorso a strumenti che migliorino insieme sicurezza energetica, tutela dell’ambiente e accessibilità dei costi dell’energia, contribuendo agli obiettivi europei in materia di energia e ambiente. L’Italia è ben consapevole dei potenziali benefici insiti nella vasta diffusione delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, connessi alla riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti, al miglioramento della sicurezza energetica e alle opportunità economiche e occupazionali per le famiglie e per il sistema produttivo, e intende proseguire con convinzione su tale strada, con un approccio che metta sempre più al centro il cittadino, anche nella veste di prosumer, e le imprese, in particolare medie e piccole. Questa evoluzione è agevolata dalla costante attenzione all’efficienza e dalla riduzione dei costi di alcune tecnologie rinnovabili, tra le quali crescente importanza assumerà il fotovoltaico, in ragione della sua modularità e del fatto che utilizza una fonte ampiamente e diffusamente disponibile. Lungo questo percorso strategico condiviso e consolidato devono essere tenuti in debita considerazione aspetti di sostenibilità economica e di compatibilità con altri obbiettivi di tutela ambientale.
Nell’ultimo decennio, infatti, nonostante la crisi economica, gli oneri per il sostegno alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica sono sensibilmente cresciuti: considerando i soli incentivi coperti dalle tariffe, si è passati dai circa 3,5 mld€ del 2009 ai circa 15 mld€ del 2017.
La contestualità della crisi economica con la crescita della spesa di sostegno alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica ha acuito la sensibilità affinché la sostenibilità, anche ambientale, del sistema energetico, sia perseguita con oculatezza e attenzione agli impatti economici sui consumatori, una quota dei quali versa peraltro in condizioni di povertà non solo energetica ed è meritevole di tutele. D’altra parte, il costo dell’energia (gas, carburanti ed elettricità) pagato dalle imprese mostra sovente uno spread positivo rispetto alla media europea (soprattutto per le PMI), e ciò costituisce un ulteriore motivo per un approccio assai attento ai costi della transizione energetica. Contestualmente, occorrerà prestare la dovuta attenzione per assicurare la compatibilità tra gli obiettivi energetici e climatici e gli obiettivi di tutela del paesaggio, di qualità dell’aria e dei corpi idrici, di salvaguardia della biodiversità e di tutela del suolo. Gli interventi necessari per la crescente decarbonizzazione del sistema richiedono impianti e infrastrutture che possono avere impatti ambientali. Se, per un verso, alcuni di tali impatti possono essere attenuati – ad esempio promuovendo la diffusione del fotovoltaico su superfici già costruite o comunque non idonee ad altri usi – per altro verso la stabilità del sistema energetico richiede anche, almeno per il medio termine, una serie di infrastrutture fisiche per la cui realizzazione occorrerà promuovere forme di dialogo e condivisione con i territori.
Il percorso finalizzato a delineare il mix di soluzioni e strumenti maggiormente compatibile con gli obiettivi del Piano energia e clima per il 2030 e con altre esigenze, comprese quelle relative agli impatti ambientali, sarà avviato con la consultazione pubblica e con la Valutazione Ambientale Strategica, effettuate entrambe su questa proposta di piano, che dunque potrà essere revisionato a seguito di tale percorso, oltre che in esito al confronto con la Commissione europea.
Alcuni elementi, quali l’ampia adesione di cittadini e imprese agli strumenti di promozione della generazione distribuita e dell’efficienza energetica fanno ritenere che le politiche di sostegno su questi temi potranno continuare, purché sia posta grande attenzione alla minimizzazione degli oneri. Dovranno essere attuate forme di coinvolgimento per costruire i grandi impianti (aggiuntivi rispetto a quelli distribuiti, ma comunque necessari) e le altre infrastrutture fisiche, in modo da assicurare una ordinata e tempestiva realizzazione degli interventi, in coerenza con il percorso di raggiungimento degli obiettivi.
Si confida, dunque, che l’innovazione delle politiche per la decarbonizzazione del settore energetico, sviluppata con contestuale attenzione agli altri temi su cui sussiste sensibilità di cittadini e imprese, abbia un adeguato consenso. Consenso che può essere accresciuto da misure di tutela delle fasce più deboli della popolazione e dando ampia attenzione a efficienza energetica e generazione diffusa da fonti rinnovabili anche nella misura in cui esse possano distribuire i vantaggi della transizione energetica ai cittadini consumatori e alle stesse imprese.

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