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Fiscalità da ostacolo a opportunità per la politica energetica

Uno studio recentemente pubblicato dall’Oxford Institute for Energy Studies sostiene che la struttura della fiscalità odierna rischia di ostacolare le politiche energetiche. Per stimolare le soluzioni più efficienti è necessario pertanto un approccio fiscale tecnologicamente neutrale.

La principale strategia condivisa e diffusa per combattere il cambiamento climatico e favorire il processo di decarbonizzazione è sicuramente l’elettrificazione dei consumi finali, in primis intervenendo su trasporti ed edifici. Nonostante l’energia elettrica sia la chiave di questo processo, l’Oxford Institute for Energy Studies, nello studio pubblicato la scorsa settimana, sottolinea due trend fondamentali. Il primo è che la politica fiscale attuale potrebbe ostacolare il processo di elettrificazione, il secondo è che l’elettrificazione è una delle opzioni possibili e che è necessario prendere in considerazione anche le altre. Lo studio ritiene quindi necessario procedere verso un approccio fiscale e di policy tecnologicamente neutrale, allineato con gli obiettivi di decarbonizzazione.

Secondo il report dell’OIES, le politiche fiscali avranno un ruolo fondamentale soprattutto nella elettrificazione dei trasporti e degli edifici in quanto contribuiranno a modificare le abitudini degli utenti, attraverso la sostituzione delle stesse infrastrutture.

Lo studio fa una panoramica di alcuni Paesi, da quelli come la Germania in cui le politiche fiscali hanno ostacolato l’elettrificazione a causa dell’elevato livello degli oneri generali di sistema che, gravando sul costo del kWh, hanno scoraggiato l’uso del vettore elettrico, a quelli che hanno stimolato la decarbonizzazione attraverso una fiscalità economica e ambientale, come nel caso della Svezia.

Una politica di fiscalità efficace, secondo l’OIES, deve intervenire sull’insieme dell’economia del paese e, al contempo, dare un valore a tutte le esternalità delle emissioni prodotte dalle diverse fonti di energia, in un’ottica di neutralità tecnologica. Lo studio fa l’esempio del gasolio su cui gravano imposte inferiori rispetto agli altri carburanti, nonostante i motori diesel, anche se più efficienti di quelli a benzina, presentino emissioni ugualmente nocive.

Se si assumesse tale ottica, i veicoli elettrici risulterebbero quasi sicuramente la soluzione prioritaria per ridurre le emissioni, alla luce dei notevoli progressi già compiuti in questa direzione dal settore elettrico, sia nel segmento termoelettrico tradizionale, che può vantare un parco centrali moderno ed efficiente, sia nel segmento delle rinnovabili, che rappresentano oltre il 35% dei consumi finali lordi di energia elettrica, percentuale non riscontrabile nè nel settore termico nè, tantomeno, nel settore dei trasporti.

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