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Media / News / 09-01-2026

Energia pulita: crescita senza precedenti, ma la transizione resta complessa

Il rapporto WRI fotografa un settore in forte espansione, tra investimenti record e sfide infrastrutturali che richiedono interventi mirati

Il World Resources Institute ha pubblicato il report “State of Clean Energy”, che analizza l’andamento globale della transizione energetica. I dati confermano un’accelerazione significativa: nel 2024 oltre il 90% della nuova capacità elettrica installata nel mondo è rinnovabile, con il solare e l’eolico protagonisti di una crescita senza precedenti. Questo risultato è frutto di politiche di decarbonizzazione e di una riduzione dei costi delle tecnologie pulite, che oggi competono con le fonti fossili in quasi tutti i mercati.

Tuttavia, il quadro non è privo di criticità. La domanda di elettricità è in aumento costante, con una crescita prevista del 4,5% nel 2025, spinta dall’elettrificazione dei trasporti, dall’industria e dalla digitalizzazione. Per sostenere questa evoluzione, entro il 2050 sarà necessario raddoppiare la lunghezza complessiva delle linee di trasmissione e distribuzione e potenziare la capacità delle reti, per gestire una domanda elettrica molto più alta e integrare milioni di impianti rinnovabili. Questo significa costruire nuove linee, ammodernare quelle esistenti e digitalizzare il sistema con tecnologie smart grid, accumuli e sistemi di controllo. Un obiettivo che richiede investimenti infrastrutturali massicci e coordinati.

Sul fronte finanziario, gli investimenti globali in energia pulita hanno raggiunto 2,2 trilioni di dollari nel 2025, superando di oltre il doppio quelli destinati ai combustibili fossili. Ma la distribuzione è fortemente disomogenea: i Paesi emergenti, che rappresentano il 40% della popolazione mondiale, ricevono solo il 15% dei capitali, con il rischio di rallentare la decarbonizzazione globale e ampliare le disuguaglianze energetiche.

La transizione è anche un tema occupazionale: 35 milioni di persone lavorano oggi nel settore delle rinnovabili, e si stima che entro il 2030 si aggiungeranno altri 10 milioni di posti di lavoro, mentre il comparto fossile potrebbe perdere circa 3 milioni di occupati. Questo trend impone politiche di formazione e riconversione professionale per accompagnare il cambiamento.

Le sfide non si limitano alle reti. Il report evidenzia la necessità di garantire forniture sostenibili di minerali critici come litio, rame e nichel, indispensabili per batterie e tecnologie rinnovabili. Inoltre, permessi complessi e opposizioni locali rallentano la realizzazione dei progetti, richiedendo processi autorizzativi più rapidi e inclusivi.

Il quadro delineato dal WRI mostra una transizione energetica in forte accelerazione, ma ancora lontana dall’essere completata. La crescita delle rinnovabili è un segnale positivo, tuttavia la sfida si sposta ora sulla capacità di integrare queste fonti nel sistema, attraverso reti più robuste, politiche industriali e regolamentazione in grado di orientare gli investimenti necessari in modo equo ed efficiente. Per l’Italia, questo significa accelerare su sviluppo delle infrastrutture e nuova capacità di produzione da fonti rinnovabili, semplificare i processi autorizzativi, sviluppare strumenti regolatori in linea con gli obiettivi europei per garantire competitività e sicurezza energetica.

 

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