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Media / News / 15-01-2026

Una transizione energetica più conveniente passa dalle rinnovabili

Secondo Wind Europe e Hitachi, un’Europa elettrificata e basata su fonti rinnovabili può garantire costi più bassi, sicurezza e indipendenza dalle importazioni di energia

Il nuovo rapporto Delivering a cost-effective energy system for Europe, pubblicato da Wind Europe e Hitachi, offre una fotografia del percorso più sostenibile – economicamente e strategicamente – per accompagnare l’Europa verso la neutralità climatica al 2050.

L’analisi si concentra sull’individuare quale combinazione di tecnologie e infrastrutture possa soddisfare la domanda di elettricità e idrogeno al minor costo operativo complessivo, in linea con le proiezioni della Commissione Europea per il periodo 2040–2050. Questo approccio consente di confrontare diverse traiettorie di transizione energetica, evidenziando le implicazioni economiche e sistemiche delle scelte tecnologiche.

Attraverso la simulazione di cinque differenti scenari energetici, lo studio conclude che il modello più conveniente per l’economia europea è quello basato su una forte elettrificazione dei consumi e un sistema alimentato prevalentemente da fonti rinnovabili, in particolare eolico e fotovoltaico.

Secondo l’analisi, puntare con decisione sulle rinnovabili permetterebbe all’Europa di risparmiare circa 1.600 miliardi di euro rispetto a un percorso di transizione più lento, che manterrebbe una forte dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili fino alla metà del secolo. Anche gli scenari che prevedono un ricorso più consistente al nucleare, all’idrogeno o alla cattura della CO? risultano più onerosi rispetto all’opzione rinnovabile: tra i 487 e i 600 miliardi di euro in più entro il 2050. Il vantaggio del percorso basato sulle rinnovabili emerge soprattutto nella riduzione strutturale dei costi energetici, nella maggiore stabilità dei prezzi e nella capacità di contenere l’esposizione dell’economia europea alla volatilità dei mercati internazionali dei combustibili fossili.

Una parte consistente del risparmio complessivo deriva infatti dalla drastica riduzione della dipendenza energetica dell’Europa: nello scenario Renewables+ la quota di energia importata scende dal 71% del 2030 al 22% del 2050, una trasformazione che rafforza in modo significativo l’autonomia strategica europea. In un contesto globale ancora instabile, un sistema energetico fondato su risorse domestiche, pulite e a basso costo contribuisce a mitigare le incertezze legate agli shock esterni, offrendo maggiori garanzie sia per le famiglie sia per l’industria europea.

Lo studio mette inoltre in evidenza come la combinazione tra eolico onshore e offshore, solare fotovoltaico, sistemi di accumulo e nuove interconnessioni elettriche costituisca l’ossatura del sistema energetico più efficiente. Entro il 2050, oltre l’80% dell’elettricità europea potrebbe essere prodotta da vento e sole, con l’eolico che arriverebbe da solo a coprire più della metà della generazione complessiva. La diffusione delle rinnovabili richiederà ulteriori investimenti rilevanti nelle reti elettriche, nell’accumulo e nella gestione intelligente della domanda, ma secondo il modello questi interventi sarebbero ripagati nel corso della transizione.

Un altro elemento centrale del rapporto riguarda il ruolo dell’elettrificazione della domanda energetica. L’analisi conferma infatti che elettrificare i consumi industriali, i trasporti e il riscaldamento rappresenta l’opzione più efficiente per ridurre le emissioni e contenere i costi di sistema. Anche considerando gli investimenti necessari per sostituire caldaie e tecnologie fossili, lo scenario rinnovabile rimane il più competitivo, perché abbatte nel lungo periodo la spesa per combustibili e la dipendenza dalle importazioni.

Il documento evidenzia anche i rischi legati all’inerzia. Un percorso di transizione lenta non solo comporterebbe emissioni più alte e un mancato allineamento agli obiettivi climatici europei, ma avrebbe anche un impatto economico negativo: già entro la metà degli anni ’30, secondo lo studio, lo scenario di scarso avanzamento diventerebbe più costoso rispetto a quello che accelera la diffusione delle rinnovabili, proprio perché continuerebbe a esporre l’Europa alle dinamiche globali dei prezzi dei combustibili fossili.

Gli autori del report sottolineano la necessità di agire rapidamente su alcuni fattori determinanti per abilitare questo percorso. In primo luogo, occorre accelerare gli investimenti nelle reti elettriche, adottando un approccio anticipatorio rispetto ai bisogni della transizione. È inoltre indispensabile velocizzare e digitalizzare le procedure autorizzative per gli impianti rinnovabili, oggi uno dei principali colli di bottiglia. Un’adeguata stabilità degli investimenti, supportata da strumenti come i contratti per differenza a due lati, può garantire certezza agli sviluppatori e ottimizzare i costi di capitale. Un ruolo fondamentale è attribuito anche alla corretta impostazione delle politiche fiscali e alla valorizzazione delle filiere industriali europee, in particolare quella eolica.

Nel complesso, il messaggio del report è estremamente chiaro: la scelta di puntare su un sistema energetico rinnovabile e pienamente elettrificato non è solo una risposta alla crisi climatica, ma rappresenta anche l’opzione più conveniente, solida e strategica per l’economia europea. Ritardare questo percorso non genererebbe risparmi, ma al contrario comporterebbe costi più alti e una persistente dipendenza dalle importazioni. Accelerare la transizione energetica è quindi, secondo Wind Europe e Hitachi, il modo più efficace per garantire competitività, sicurezza e benessere ai cittadini e alle imprese europee.

 

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