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Media / News / 02-02-2026

UE, il sorpasso delle rinnovabili

Per la prima volta eolico e solare superano le fonti fossili nella generazione elettrica europea. Spinta record del solare e boom dei progetti di accumulo

Lo European Electricity Review 2026 pubblicato da Ember mostra un cambiamento strutturale nel sistema elettrico europeo: nel 2025, per la prima volta, eolico e solare hanno generato più elettricità di tutte le fonti fossili. Le due tecnologie hanno raggiunto il 30% della produzione complessiva, superando il 29% delle fonti fossili e segnando un passaggio chiave nella transizione energetica dell’Unione.

A trainare questo risultato è soprattutto il solare, cresciuto del 20% in un solo anno e arrivato a 369 TWh. La crescita interessa tutti gli Stati membri, con picchi oltre il 20% della generazione elettrica in Paesi come Ungheria, Cipro, Grecia, Spagna e Paesi Bassi. Anche l’eolico consolida il proprio ruolo, secondo contributore elettrico dell’UE con una quota complessiva del 17%, pur avendo risentito—insieme all’idroelettrico—di un inizio anno caratterizzato da scarsa ventosità e minori precipitazioni.

Nel complesso, le rinnovabili hanno coperto il 47,7% della domanda elettrica dell’UE nel 2025, un livello allineato all’anno precedente nonostante condizioni meteoclimatiche sfavorevoli. Il carbone continua la sua fase discendente: scende al minimo storico del 9,2% e in 19 Stati membri pesa ormai meno del 5% nel mix elettrico. In dieci anni, la sua produzione si è dimezzata senza essere sostituita da un aumento proporzionale del gas, segno di un cambiamento strutturale nella generazione europea.

Sul fronte delle fonti fossili, tuttavia, il gas ha registrato un incremento dell’8% rispetto al 2024, soprattutto a causa della riduzione dell’idroelettrico. Questo aumento ha avuto un impatto diretto sui prezzi: in ben 21 Paesi UE i prezzi all’ingrosso sono cresciuti, con forti picchi nelle ore “gas?intensive”, in particolare al mattino e nelle prime ore serali, quando la ridotta disponibilità di rinnovabili porta a ricorrere a centrali a gas più costose. Al contrario, nelle ore di forte generazione eolica e solare i prezzi sono aumentati molto meno o sono rimasti stabili, evidenziando il ruolo crescente delle rinnovabili nel contenimento della volatilità dei mercati elettrici.

Il report sottolinea anche un altro fenomeno chiave del 2025: l’esplosione degli investimenti in sistemi di accumulo. La capacità operativa di batterie ha superato i 10 GW, più del doppio rispetto al 2023, mentre i progetti in sviluppo superano i 40 GW. Germania, Polonia e Italia guidano questa crescita: il nostro Paese è oggi tra i più avanzati in Europa nell’installazione di grandi batterie, con una capacità in esercizio di 1,9 GW e una pipeline di circa 10 GW tra impianti in costruzione, autorizzati o annunciati. Nel 2025, in Italia, le batterie hanno iniziato a contribuire alla copertura della domanda nelle ore di picco del gas, un trend che potrebbe crescere rapidamente grazie ai progetti in arrivo.

Gli accumuli avranno un ruolo fondamentale anche nella gestione della crescente quantità di energia rinnovabile che oggi viene talvolta non utilizzata per limiti di rete. In Paesi come Germania, Spagna o Grecia, dove l’espansione del fotovoltaico corre più rapidamente del potenziamento delle infrastrutture, le batterie possono trasformare energia altrimenti sprecata in un fattore di stabilità per il sistema, riducendo sia i costi degli interventi del gestore di rete, sia la necessità di ricorrere a generazione fossile.

Nelle conclusioni, Ember ribadisce tre priorità per l’azione politica nel 2026: accelerare l’implementazione delle regole per la flessibilità pulita (accumuli, demand response, semplificazione autorizzativa), sostenere la diffusione delle tecnologie elettriche negli usi finali e rafforzare la sicurezza energetica dell’UE, riducendo in modo definitivo la dipendenza dal gas importato. La transizione elettrica europea sta avanzando rapidamente: investire in reti, accumuli ed elettrificazione sarà essenziale per consolidare i progressi raggiunti nel 2025 e renderli strutturali.

 

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