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Trasporti: il sistema di incentivazione che aiuta industrie e ambiente


Il 28 novembre è stata presentato a Bruxelles un documento sulla strategia climatica a lungo termine varata dalla Commissione Europea che delinea tre scenari di riduzione: la prima che preveda una riduzione delle emissioni entro il 2050 dell’80%; la seconda una riduzione del 90% al 2050 con completa decarbonizzazione entro il 2070 e la terza, infine, zero emissioni nette entro il 2050 con una riduzione delle emissioni del 95% ed il 5% di assorbimenti di carbonio attraverso azioni agro-forestali. In questa occasione Violeta Bulc, Commissaria per i trasporti, ha commentato: “Tutti i modi di trasporto dovrebbero contribuire alla decarbonizzazione del nostro sistema di mobilità, per conseguire l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050. A tal fine è necessario un sistema con veicoli a basse o zero emissioni, un forte aumento della capacità della rete ferroviaria e un’organizzazione molto più efficiente del sistema dei trasporti basata sulla digitalizzazione; incentivi per modificare i comportamenti; combustibili alternativi e un’infrastruttura intelligente; e impegni assunti a livello globale, il tutto sostenuto da innovazione e investimenti”.

Secondo i dati ISPRA, le emissioni di gas serra dai trasporti pesano oltre il 20% su quelle totali a livello europeo e sono responsabili di una quota pari al 25% in Italia. Occorre pertanto avviare delle profonde politiche di riduzione delle emissioni dal settore trasporti attraverso l’imposizione di limiti più stringenti per i veicoli tradizionali e la rapida promozione di veicoli a zero e basse emissioni.

Tra le tante iniziative è attualmente in fase di discussione in Europa all’interno del Regolamento che definisce nuovi standard di emissione di CO2 per auto e veicoli commerciali leggeri e che rappresenta un’importante opportunità per i Paesi europei di preservare la leadership nel settore automotive, attraverso un quadro di regole chiaro e ambizioso su obiettivi di riduzione degli standard di emissione e sullo schema di promozione degli ZLEV. In particolare vi è l’introduzione di un meccanismo bonus-malus che prevede, per ogni produttore di veicoli, un innalzamento del limite emissivo consentito, se viene raggiunta la soglia della quota di immatricolazione di veicoli ZLEV (zero and low emission vehicle) e simmetricamente una riduzione del valore emissivo consentito, nel caso in cui tale quota non venga raggiunta. Uno strumento che rappresenta un meccanismo indispensabile per sensibilizzare le case automobilistiche con un orizzonte temporale adeguato ad aumentare gli sforzi nel produrre e vendere veicoli a emissioni zero ma che alcuni Stati Membri sembrano voler ammorbidire.

Il meccanismo di incentivazione proposto dal Consiglio infatti agevola i produttori a immatricolare auto ZLEV nei mercati con una bassa penetrazione di questi veicoli, attraverso una ponderazione più favorevole per le autovetture di nuova immatricolazione negli Stati membri in cui la quota di veicoli a emissioni zero e a basse emissioni è inferiore al 60% della media UE. Infine, in tale meccanismo, il Consiglio ha anche proposto di aumentare il peso relativo dei veicoli Plug-in Hybrid, rischiando però di rallentare il necessario processo di profonda elettrificazione del settore dei trasporti su strada.

Il Regolamento prevede inoltre target di riduzione dello standard di CO2 dei nuovi veicoli:  il Consiglio ha proposto un obiettivo al 2025 rispetto al 2021 del 15%, 5 punti percentuali inferiori rispetto al 20% proposto dal Parlamento. Per quanto riguardo la soglia di immatricolazione di veicoli ZLEV, Consiglio e Parlamento hanno proposto un valore rispettivamente del 20% al 2025 e del 35% al 2030.

Percentuali e quote che, a valle della visione strategica di lungo termine appena designata dall’Europa, si auspica, possano incentivare in maniera trasparente la diffusione di veicoli a zero e basse emissioni e accelerare l’elettrificazione dei trasporti su strada, cruciale per il processo di decarbonizzazione.

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