Le reti di distribuzione elettrica europee sono al centro di una trasformazione senza precedenti. Spinte dall’elettrificazione dei consumi, dalla diffusione delle fonti rinnovabili e dall’evoluzione del ruolo dei consumatori, richiedono investimenti sempre più consistenti e un adattamento profondo dei modelli regolatori. È quanto emerge dal nuovo report di ACER -l’Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia- sulle pratiche di definizione dei ricavi dei distributori (DSO).
Secondo l’Agenzia, gli investimenti annui nelle reti di distribuzione sono aumentati di oltre il 50% tra il 2021 e il 2024 e sono destinati quasi a raddoppiare entro il 2027, raggiungendo circa 47 miliardi di euro. Una crescita necessaria per sostenere la decarbonizzazione, ma che pone l’attenzione sulla necessità per i DSO di pianificare in modo efficiente, garantire qualità del servizio e contenere l’impatto sui costi per gli utenti finali.
Il report evidenzia un quadro europeo molto eterogeneo. La digitalizzazione delle reti, l’uso della flessibilità e l’introduzione di soluzioni alternative alla sola espansione infrastrutturale procedono a velocità diverse nei vari Paesi. Anche la dimensione dei DSO incide: la maggior parte delle imprese è di piccola scala e serve solo una quota minoritaria dei clienti, mentre i grandi operatori risultano generalmente meglio attrezzati per affrontare i nuovi compiti legati a pianificazione, resilienza e gestione dei dati.
Uno dei nodi centrali riguarda la regolazione dei ricavi. ACER segnala che in molti Stati membri persistono meccanismi che favoriscono gli investimenti in conto capitale rispetto a soluzioni operative o di flessibilità, generando un “CAPEX?bias” che può portare a scelte meno efficienti. Per questo l’Agenzia invita i regolatori nazionali a rafforzare approcci basati su TOTEX, incentivi legati ai risultati e strumenti che rendano i distributori neutrali rispetto alle diverse opzioni tecnologiche.
Il report richiama inoltre l’esigenza di maggiore trasparenza e coordinamento nella pianificazione delle reti, soprattutto nei contesti più frammentati. Rendere pubblici i piani di investimento di medio termine, migliorare il monitoraggio dell’utilizzo delle infrastrutture esistenti e rafforzare il ruolo indipendente delle autorità di regolazione sono indicati come passaggi chiave per assicurare che la crescita degli investimenti accompagni la transizione energetica in modo equilibrato ed efficiente.
L’Italia viene citata nel report come uno dei Paesi che ha già introdotto strumenti regolatori avanzati: dagli incentivi all’aggregazione dei DSO ai meccanismi di remunerazione basati sui benefici. L’aumento degli investimenti nelle reti di distribuzione richiederà sempre di più un quadro regolatorio stabile e credibile, capace di orientare le scelte verso le soluzioni più efficienti, garantire qualità del servizio e sostenere l’integrazione di rinnovabili, accumuli e nuova domanda elettrica.
Il report è disponibile qui.