Roma, 7 Ottobre 2026 – Nell’ambito del dibattito in corso sulle soluzioni per abbassare il prezzo all’ingrosso dell’energia, si parla dell’introduzione di un limite al prezzo del gas per la produzione elettrica. Elettricità Futura, principale associazione della filiera industriale elettrica, segnala che tale “tetto” potrebbe avere un effetto negativo sui clienti che hanno scelto contratti dell’elettricità a prezzo fisso, generando un effetto contrario a quello auspicato.
Oggi i clienti con contratti a prezzo fisso, secondo le ultime stime di Elettricità Futura, rappresentano la maggioranza degli utenti, tra il 60 e il 65%. L’introduzione del “tope”, come lo chiamano in Spagna dove già è stato sperimentato, sarebbe finanziata attraverso un aumento degli oneri di sistema. Se questo aumento dovesse interessare anche i sottoscrittori di contratti a prezzo fisso, la misura si trasformerebbe in un aggravio ingiustificato che colpirebbe famiglie e piccole-medie imprese che si sono affidate alla stabilità del prezzo nel lungo termine. Si ritroverebbero con un ingiusto aumento della bolletta.
Elettricità Futura, quindi, non è pregiudizialmente contraria al “tetto” ma chiede che l’eventuale declinazione concreta del provvedimento che pure potrebbe alleviare le bollette indicizzate non colpisca la categoria di contratti che più di altri ha difeso il portafoglio di 14 milioni di famiglie.
Se invece l’obiettivo fosse quello di proteggere i clienti più vulnerabili, oggi sottoposti alla maggior tutela che si è rivelata meno conveniente dei prezzi fissi del mercato libero, Elettricità Futura suggerisce all’autorità, tramite Acquirente Unico, di acquistare elettricità a termine e offrire condizioni analoghe a quelle degli operatori di mercato.
In aggiunta, qualora si decidesse di introdurre questo meccanismo, sarà essenziale definirne attentamente le modalità di applicazione. In particolare, occorrerà evitare che il differenziale di prezzo rispetto ai Paesi confinanti determini effetti distorsivi sui flussi di energia. La misura dovrà quindi essere accompagnata da adeguati correttivi che consentano di preservarne i benefici per il sistema italiano, evitando trasferimenti indiretti di valore verso consumatori esteri e garantendo condizioni di concorrenza equilibrate nei mercati interconnessi.