Roma, 22 Ottobre 2026 – “Apprendiamo da indiscrezioni di stampa la volontà di tassare ancora una volta il settore elettrico. Siamo preoccupati, perché se si confermasse tale scelta si colpirebbe il maggior investitore industriale del Paese. Frenando gli investimenti si metterebbe a rischio lo sviluppo del comparto che, grazie ai propri sforzi, con le offerte a prezzo fisso sta garantendo prezzi dell’energia elettrica tra i più bassi d’Europa”, dichiara Salvatore Pinto, presidente di Elettricità Futura, la principale associazione della filiera industriale elettrica. “Sarebbe incomprensibile – prosegue Pinto - che, mentre il caro-carburanti sta mettendo in ginocchio l’Italia e gli idrocarburi si confermano il vero problema del Paese, a farne le spese fossero le fonti rinnovabili, già frenate nel loro sviluppo da burocrazia e politica”.
“Il nostro settore, che rappresenta il 4,4% del Pil e incluso l’indotto occupa circa 600 mila persone – dice il presidente di EF -, ha già pagato oltre 2 miliardi per effetto del decreto Bollette, avrà minori ricavi a causa del tetto al gas negoziato con l’Europa. Siamo un settore tra i più regolati e, al contrario di altri comparti, abbiamo limiti evidenti ai ricavi realizzabili”.
“Con nuove tasse per il settore elettrico, l’Italia perderebbe attrattività per gli investitori internazionali. Una volta di più si colpirebbe non chi guadagna da rendite di posizione, ma chi investe per migliorare la sicurezza e il mix energetico del Paese, provocandone l’ennesimo rallentamento. Ricordiamo – conclude Pinto - che il nostro settore è pronto a investire nei prossimi dieci anni 200 miliardi con evidenti benefici per famiglie e imprese, ma a patto che ce ne siano le giuste condizioni. E nuove tasse non sono condizioni favorevoli agli investimenti”.