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Media / News / 30-09-2026

Stato dell'Unione 2026, l'energia al centro dell'agenda europea

La Presidente della Commissione europea chiede di raddoppiare la quota di elettricità entro il 2040 e di accelerare reti, accumuli e autorizzazioni

Il 16 settembre a Strasburgo Ursula von der Leyen ha pronunciato davanti al Parlamento europeo il discorso sullo Stato dell'Unione 2026. Competitività e indipendenza sono i temi centrali e l'energia è il punto di partenza. «L'Europa non può restare una potenza industriale se i suoi prezzi dell'energia sono strutturalmente troppo alti», ha dichiarato la Presidente della Commissione europea.

Dopo lo stop al gas russo l'Unione ha diversificato gli approvvigionamenti e investito nelle fonti pulite prodotte in Europa, rinnovabili e nucleare. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha però mostrato di nuovo il costo della dipendenza dai combustibili fossili importati. Dall'inizio del conflitto le importazioni fossili sono costate all'Europa 90 miliardi di euro in più, senza aggiungere energia al sistema.

Per la Commissione occorre puntare con ancora più decisione sull'energia pulita, accessibile e prodotta in Europa, senza privilegiare una tecnologia rispetto alle altre. Rinnovabili, nucleare, biometano e altre soluzioni devono garantire indipendenza e ridurre i prezzi. La leva principale è l'elettrificazione. L'obiettivo è raddoppiare la quota di elettricità nei consumi entro il 2040, con un risparmio sulla bolletta delle importazioni fossili stimato in 260 miliardi di euro l'anno.

Serve anche che l'elettricità prodotta arrivi dove è necessaria. Nel 2025 l'Unione ha installato oltre 80 GW di nuova capacità rinnovabile, ma una capacità sei volte superiore è ancora in attesa di connessione. Von der Leyen ha definito urgente il pacchetto reti e ha chiesto di investire più rapidamente, ridurre i tempi di connessione alla rete e sviluppare i sistemi di accumulo.

La velocità è decisiva anche per attrarre investimenti. Tempi di autorizzazione, connessioni alla rete e decisioni di finanziamento incidono sulla scelta di dove investire. La Commissione presenterà nuove proposte per accelerare i permessi, in particolare per i progetti di interesse strategico. Le 12 proposte omnibus riducono gli oneri amministrativi di circa 17 miliardi di euro l'anno e la Presidente ha chiesto agli Stati membri un patto contro la sovraregolamentazione. Entro la fine del 2027 dovrà essere completata la riforma del Mercato unico prevista dalla roadmap “Un'Europa, un mercato”.

Sul fronte industriale l'Europa dipende dalla Cina per oltre l'80% di molte materie prime critiche e fino al 90% per alcune terre rare. Nascerà quindi una Compagnia europea per le materie prime critiche, incaricata di acquistarle e stoccarle a supporto di batterie, veicoli elettrici e tecnologie pulite. Energia, minerali critici e batterie rientrano anche nella nuova Alleanza per il Futuro con il Canada. Per l'intelligenza artificiale la Commissione indicherà come aumentare la capacità di calcolo in modo pulito ed efficiente e promuoverà l'uso dell'IA nelle reti elettriche intelligenti.

Dopo un'estate segnata da incendi, siccità e ondate di calore, la Presidente ha confermato che l'Europa manterrà la rotta sugli obiettivi climatici. A ottobre la Commissione presenterà un nuovo quadro per la resilienza climatica, che punta a rafforzare la leadership europea nelle tecnologie di adattamento, dal raffrescamento efficiente alla prevenzione delle alluvioni. Sono previsti anche un Piano europeo per le ondate di calore e un'iniziativa sull'acqua, risorsa essenziale anche per il sistema energetico.

Per maggiori informazioni leggi il discorso della Presidente von der Leyen.

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