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Media / News / 20-10-2026

Transizione energetica, serve un’accelerazione

IRENA analizza elettrificazione, rinnovabili, reti, investimenti e impatti socioeconomici al 2050

IRENA, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, ha pubblicato il World Energy Transition Outlook 2026 (1.5°C Pathway). Lo studio mette a confronto tre scenari di transizione al 2050 e ne misura gli effetti su elettrificazione, rinnovabili, efficienza energetica, reti e accumuli. Affronta inoltre i fabbisogni di investimento, gli impatti economici e sociali, le differenze regionali e le priorità di attuazione per il decennio fino al 2035.

Dalla prima edizione dello studio, nel 2021, il contesto è cambiato. Tensioni geopolitiche, frammentazione commerciale e interruzioni nelle catene di fornitura hanno portato sicurezza energetica, competitività e resilienza economica al centro delle agende politiche, accanto all’obiettivo climatico. Lo studio considera tre scenari. Il primo riflette le politiche governative in vigore a fine 2025 ed è compatibile con un aumento della temperatura superiore a 2°C. Il secondo ipotizza una diffusione più rapida di rinnovabili, efficienza ed elettrificazione, in linea con un aumento inferiore a 2°C. Lo scenario 1.5°C indica la trasformazione aggiuntiva necessaria per riportare il sistema energetico su un percorso compatibile con 1.5°C, dopo un superamento limitato e temporaneo della soglia dovuto ai ritardi nell’azione. Richiede rinnovabili più rapide, maggiore efficienza, elettrificazione diffusa e rimozioni aggiuntive di carbonio.

Nello scenario 1.5°C la quota di elettricità nei consumi finali globali passa dal 23% attuale a circa il 35% nel 2035 e a oltre il 50% nel 2050. Trasporti, edifici e industria sostituiscono la combustione di fonti fossili con tecnologie elettriche più efficienti. Elettrificazione ed efficienza energetica insieme valgono circa un terzo delle riduzioni di CO2 previste fino al 2050. L’efficienza però resta indietro, con miglioramenti annui sotto il 2% contro il 4% necessario per raddoppiarla entro il 2030.

A livello globale la capacità rinnovabile installata ha superato i 5 TW nel 2025 e dovrebbe arrivare a oltre 18 TW nel 2035. La crescita richiede reti, accumuli e flessibilità. Gli investimenti annui nelle reti devono raddoppiare, da circa 500 a circa 1.000 miliardi di dollari entro il 2035, mentre la capacità di accumulo deve aumentare di oltre sei volte. Senza questo sviluppo, la diffusione delle rinnovabili rischia di rallentare.

I percorsi regionali sono diversi. Nello scenario 1.5°C l’elettricità arriverebbe a circa il 64% dei consumi finali nell’Unione europea nel 2050, a circa il 53% nell’ASEAN e a circa il 50% in Africa e in America Latina. Anche la crescita delle rinnovabili procede a ritmi diversi. Entro il 2035 la capacità installata aumenterebbe di circa quattro volte in Nord America, di circa tre volte in Asia-Pacifico e di circa sette volte in Africa. Nell’Africa subsahariana oltre 565 milioni di persone non hanno ancora accesso all’elettricità e secondo l’analisi regionale di IRENA mini-grid e fotovoltaico off-grid possono coprire gran parte dei nuovi allacci.

Il fabbisogno cumulato di investimenti e spesa tra il 2026 e il 2050 supera i 256.000 miliardi di dollari nello scenario 1.5°C. Oggi gli investimenti si concentrano soprattutto in Cina e nelle economie avanzate, mentre Africa e paesi meno sviluppati ne ricevono una quota ridotta. Nel lungo periodo lo scenario di decarbonizzazione porta, rispetto a quello basato sui piani attuali, a un PIL globale più alto, a prezzi dell’elettricità più bassi e a più occupazione nelle rinnovabili. Nei primi anni però il reddito reale delle famiglie resta inferiore e IRENA indica come necessarie misure mirate per contenere le pressioni sui costi.

Per il decennio fino al 2035 IRENA indica sette priorità. Riguardano pianificazione integrata, roadmap nazionali, investimenti nelle infrastrutture, strategie industriali, quadri stabili che riducano il costo del capitale, distribuzione equa dei benefici e cooperazione internazionale. La sfida principale resta accelerare l’attuazione degli impegni già assunti.

Per maggiori informazioni leggi il report.

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