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Media / News / 07-09-2026

Un piano da 20 miliardi di euro l'anno per famiglie e imprese italiane

Lo studio di Elettricità Futura e TEHA Group, presentato al Forum di Cernobbio 2026

Il settore elettrico è già oggi uno dei principali settori industriali italiani. Lo studio "L'elettricità per un'Italia più sicura e competitiva", realizzato da Elettricità Futura con TEHA Group e presentato al Forum di Cernobbio 2026, quantifica il valore generato dalla filiera elettrica per il Paese, analizza le spese di famiglie e imprese nel confronto europeo, individua le condizioni di sicurezza del sistema nella transizione, stima i benefici degli investimenti dei prossimi dieci anni e propone investimenti utili da subito e strumenti che trasferiscono il valore generato direttamente in bolletta. 

Il settore elettrico è il primo settore industriale italiano per investimenti e il secondo per valore della produzione. La filiera allargata genera ogni anno 226 miliardi di euro di valore della produzione e 58 miliardi di valore aggiunto, circa il 3% del PIL, il 4,4% con l'indotto, e sostiene 570.000 occupati, oltre 9 su 10 in altri comparti dell'economia. Il settore è pronto a investire fino a 200 miliardi di euro in dieci anni, con risparmi fino a circa 20 miliardi l'anno a regime. 

L'Italia è dal punto di vista energetico un Paese strutturalmente corto. La domanda elettrica supera la produzione nazionale e circa il 16% del fabbisogno è coperto da importazioni, non sempre affidabili come mostrato dalle recenti ondate di calore. La domanda crescerà fino al 28% al 2035 e al 41% al 2040, spinta dall'elettrificazione dei consumi e dai data center per l'intelligenza artificiale, con una capacità rinnovabile installata fino a 159 GW al 2035 e 192 GW al 2040. La strada indicata è servire la nuova domanda con capacità nazionale, tra rinnovabili, accumuli e capacità programmabile. 

Il prezzo all'ingrosso italiano resta più elevato dei principali Paesi europei per l'esposizione del mix di generazione al gas. Il prezzo all'ingrosso non coincide però con la bolletta, che comprende anche oneri di rete, oneri di sistema e fiscalità. Le famiglie italiane pagano una cifra in linea con la media dell'Area Euro, circa 59 euro al mese contro 57 nel 2025, grazie a oneri di rete tra i più bassi d'Europa, inferiori del 37% rispetto alla Francia e del 61% rispetto alla Germania. Le priorità restano altrove, dalle PMI, più gravate dagli oneri di sistema, alle imprese energivore, il cui divario con i concorrenti europei è già ridotto dalle agevolazioni fiscali. Tra le proposte, la finanziarizzazione degli oneri esistenti per le PMI e una rimodulazione della fiscalità coerente con gli obiettivi della Commissione Europea. 

La proposta di Elettricità Futura punta a trasferire subito ai consumatori i risparmi legati al minor costo di produzione delle nuove rinnovabili. Il disaccoppiamento avviene con contratti di lungo termine, non con un intervento sul mercato all'ingrosso, e stabilizza il prezzo fin dal primo giorno di esercizio degli impianti. Gli strumenti esistono già, dai Contratti per Differenza FER X e FER Z ai PPA, con cui sono stati contrattualizzati oltre 22 GW di nuova capacità rinnovabile in esercizio tra il 2026 e il 2030. Il passo successivo è portarli a regime e sviluppare la piattaforma nazionale PPA, anche per PMI e clienti aggregati. 

Più rinnovabili richiedono maggiore flessibilità e adeguatezza. Servono strumenti coordinati, il MACSE per gli accumuli, il Capacity Market per la capacità programmabile, con la flotta a gas ancora necessaria nelle ore critiche, e certezza regolatoria per l'idroelettrico. Le reti devono crescere in capacità di connessione e distribuzione, con più resilienza e sicurezza informatica. L'import può contribuire alla flessibilità, ma la sicurezza si costruisce con capacità nazionale. 

Le ricadute sul sistema Paese valgono oltre 120 miliardi di PIL, 300 miliardi di valore della produzione e fino a 166.000 occupati l'anno, oltre a una minore esposizione agli shock di prezzo del gas, che di recente sono valsi 5-6 miliardi l'anno. Realizzare questi benefici richiede un quadro regolatorio stabile, che renda pienamente operativi gli strumenti già indicati, dalle semplificazioni del Testo Unico Rinnovabili ai contratti di lungo termine, fino agli strumenti per la sicurezza del sistema. 

Leggi lo studio e il comunicato stampa. 

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