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Pubblicazioni / Studi e Approfondimenti / 02-10-2026

Elettrificazione e IA si rafforzano a vicenda

Ember analizza l'impatto dello sviluppo congiunto del digitale e delle elettrotecnologie su costi, industria e geopolitica

Ember ha pubblicato The Age of Power, uno studio dedicato all'energia e all'informazione, i due sistemi su cui si regge l'economia mondiale. Con la rivoluzione digitale l'informazione ha iniziato a viaggiare e a essere archiviata sotto forma di segnali elettrici. Oggi oltre il 99% della memoria e delle comunicazioni globali è digitale e, con l'intelligenza artificiale, anche il lavoro intellettuale sta seguendo la stessa strada. Allo stesso modo, grazie alle elettrotecnologie, trasporti, riscaldamento e industria stanno passando dai combustibili fossili all'elettricità. Nel 2007 l'elettricità ha superato il petrolio come prima fonte di energia utile e oggi copre il 34% della domanda mondiale.

Le due rivoluzioni hanno in comune la storia, la fisica, le catene di fornitura, i luoghi di produzione e le dinamiche di costo. Chip, batterie, elettronica di potenza, motori elettrici e sensori si trovano sia nei dispositivi digitali sia nelle tecnologie energetiche, per cui ogni aumento della domanda in un settore riduce i costi nell'altro. Lo smartphone ha reso la batteria abbastanza economica per l'auto elettrica, che a sua volta l'ha resa accessibile per la rete. Dal 1990 il costo combinato di questi cinque componenti è sceso del 99%. L'Asia orientale detiene l'81% della capacità manifatturiera mondiale nel digitale e il 76% nelle elettrotecnologie.

Oggi ciascuna rivoluzione ha bisogno dell'altra per superare i propri limiti. L'IA richiede molta elettricità e connessioni rapide alla rete. Per estendersi a robotica e guida autonoma ha bisogno anche che macchine e veicoli funzionino a elettricità, perché solo i motori elettrici possono essere controllati da un chip con la velocità e l'accuratezza necessarie, cosa che i motori a combustione non consentono. Le elettrotecnologie devono invece gestire una produzione variabile e distribuita su molti impianti, adattare i consumi ai momenti in cui c'è più energia disponibile e sfruttare meglio le reti esistenti. Previsioni di produzione, gestione dinamica delle linee, centrali elettriche virtuali e ricarica intelligente dei veicoli sono alcuni degli strumenti digitali che rispondono a queste esigenze.

Insieme, i due settori riducono i costi più di quanto farebbe ciascuno da solo. Una famiglia che adotta fotovoltaico, pompa di calore, auto elettrica e tariffe intelligenti può tagliare le spese energetiche fino all'80%. Nel trasporto, veicoli elettrici e guida autonoma possono abbassare il costo per chilometro fino al 70%. Nella manifattura, elettrificazione, robotica e IA possono ridurre i costi di trasformazione tra il 40 e il 70%. Già oggi tre persone su quattro nel mondo possono contare su energia disponibile in ogni ora dell'anno da solare, batterie e backup a meno di 100 dollari/MWh.

In base al report Ember, sono pochi però i Paesi che portano avanti entrambe le rivoluzioni. Gli Stati Uniti sono all'avanguardia nell'IA ma in ritardo sulle elettrotecnologie. L'Europa è avanti sulle rinnovabili ma meno sull'elettrificazione e ha una capacità limitata nell’IA. La Cina fa eccezione. Dal 2010 ha più che raddoppiato la propria offerta di elettricità, ha portato le auto elettriche oltre il 60% delle nuove vendite e ha costruito la più grande flotta di robot al mondo e la seconda di data center per l’IA.

In questo decennio i costi delle tecnologie continueranno a scendere e la loro diffusione a crescere, nonostante colli di bottiglia e bolle speculative. Dai primi anni Trenta – sostiene Ember - cambieranno gli equilibri in quattro ambiti. Nell'energia l'elettricità prenderà il posto dei combustibili fossili e nell'industria le nuove imprese sfideranno quelle affermate. In geopolitica conterà più la capacità di produrre tecnologie che il possesso di risorse nel sottosuolo, e nella difesa i grandi armamenti costosi perderanno terreno rispetto a droni e sensori elettrici a basso costo. Con il calo della domanda di petrolio, gas e carbone, entro il 2040 i Paesi importatori potrebbero trattenere fino a 15 mila miliardi di dollari che oggi pagano ai produttori.

Per cogliere questa opportunità Ember indica quattro priorità. La prima è una strategia che integri elettrificazione, data center e IA applicata ai processi fisici. La seconda è la rapidità, perché autorizzazioni e connessioni alla rete rischiano di diventare il principale freno. La terza è ridurre il prezzo dell'elettricità e il costo del capitale, oggi i due fattori decisivi per la competitività. L'ultima è costruire una base industriale lungo tutta la filiera delle tecnologie elettriche, che rafforza la sovranità e la sicurezza di ogni Paese.

Per maggiori informazioni leggi il report.

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