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Pubblicazioni / Studi e Approfondimenti / 07-10-2026

Rinnovabili e batterie, la flessibilità crea valore

Il Rapporto 2026 dell'Osservatorio Rinnovabili di AGICI esamina rendimenti, strategie e policy per accumuli e gestione della domanda

Con la crescita di fotovoltaico ed eolico la variabilità del sistema elettrico si sposta sempre più dalla domanda all'offerta e la flessibilità diventa un requisito di sicurezza. È il tema del Rapporto 2026 dell'Osservatorio Rinnovabili di AGICI «Rinnovabili, flessibilità e innovazione. I nuovi modelli di business per produttori e industrie», dedicato a BESS, pompaggi idroelettrici, fotovoltaico, eolico e gestione attiva della domanda.

Tra il 2022 e il 2025 la potenza fotovoltaica installata in Italia è cresciuta di circa il 75%. Per centrare gli obiettivi PNIEC al 2030 servirebbe un aumento annuo del 12,7% per il fotovoltaico e del 15,7% per l'eolico. Nelle ore centrali delle giornate primaverili ed estive la produzione solare può già superare i consumi e gli accumuli servono a spostare l'energia in eccesso verso la sera. Lo scenario Policy di Terna e Snam stima al 2030 un fabbisogno di circa 122 GWh di accumulo, 50 GWh dai pompaggi esistenti e 72 GWh da nuova capacità elettrochimica, per due terzi tra Sud, Sicilia e Sardegna.

Secondo il report, sistemi di accumulo e pompaggi idroelettrici gestiti in maniera isolata restano oggi poco redditizi, con ritorni sotto il 2%. Gli impianti fotovoltaici ed eolici incentivati con il FER X mantengono basso rischio e buoni livelli di redditività. L'abbinamento tra fotovoltaico e batteria migliora moderatamente i risultati, con un vantaggio che cresce con la potenza dell'accumulo e con un CAPEX della batteria più basso del 15% grazie alla condivisione dell'infrastruttura. Il ritorno più alto si ottiene installando una batteria presso un sito di consumo. Con il servizio di riduzione rapida dei consumi il ROI arriva al 6% e supera il 9% aggiungendo la modulazione dei prelievi. Restano invece molto rischiosi i progetti che vivono solo di ricavi di mercato.

Le imprese stanno puntando con decisione sugli accumuli. Dei 20 operatori analizzati, 9 su 10 hanno batterie nel proprio portafoglio, per circa 13 GW complessivi, ma solo il 18% è installato in Italia. Il trend emerge anche dalle aste. Nel Capacity Market 2024-2027 quasi tutta la nuova capacità rinnovabile e di accumulo aggiudicata riguarda batterie, mentre la prima asta MACSE, dedicata ai nuovi sistemi di accumulo, ha attivato investimenti stimati in circa 1 miliardo di euro.

Per accelerare gli investimenti nella flessibilità del sistema elettrico, AGICI avanza cinque proposte di policy. La prima è completare le regole del mercato dei servizi di flessibilità sulle reti di distribuzione, coordinando meglio il ruolo di Terna e dei distributori locali. La seconda è rendere più semplice per industrie, comunità energetiche e piccoli consumatori riuniti in gruppo vendere la propria flessibilità, con regole meno onerose e servizi anche di soli 15 minuti, adatti per esempio alla ricarica dei veicoli elettrici o alla climatizzazione. La terza è remunerare gli impianti indispensabili alla sicurezza della rete tramite aste competitive di lungo termine. La quarta è far sì che i prezzi dell'energia riflettano meglio le condizioni della rete nelle diverse zone del Paese, così da indirizzare i nuovi impianti di accumulo e flessibilità nelle aree dove la rete è più congestionata. L'ultima è accelerare la diffusione dei contatori intelligenti di nuova generazione e delle piattaforme digitali per gestire la flessibilità a livello locale.

Per maggiori informazioni leggi l’executive summary del rapporto.

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