L’Unione europea ha pubblicato il rapporto Understanding the renewables power purchase agreements market, un’analisi dedicata all’evoluzione dei Power Purchase Agreements (PPA) nel mercato europeo dell’energia. La pubblicazione esamina lo stato di sviluppo dei PPA nei diversi Stati membri, le prospettive al 2030 e al 2035, il ruolo degli accordi transfrontalieri e ibridi, i contratti per idrogeno, biometano e calore rinnovabile, oltre ai principali ostacoli e alle possibili misure di sostegno per favorirne la diffusione.
Il mercato europeo dei PPA continua a registrare una crescita significativa, pur con livelli di maturità differenti tra i Paesi. I maggiori volumi cumulati si concentrano in Spagna, Germania, Svezia, Norvegia e Paesi Bassi, mentre Spagna e Germania guidano anche per numero di accordi annunciati negli ultimi anni. L’Italia figura tra i mercati maturi dei PPA ed è indicata tra quelli in più rapida crescita a livello europeo.
Dal punto di vista tecnologico, il fotovoltaico rappresenta oggi circa il 60% dei volumi complessivi dei PPA europei. Dopo una fase caratterizzata dalla forte crescita del solare, l’eolico ha tuttavia recuperato quota grazie sia a contratti dedicati sia a soluzioni che combinano più tecnologie. Anche gli accordi che integrano impianti rinnovabili e sistemi di accumulo stanno assumendo maggiore rilevanza per gestire i profili di produzione e ridurre i rischi legati alla variabilità delle fonti.
Sul lato della domanda, i principali sottoscrittori restano i comparti delle telecomunicazioni e dei servizi digitali, insieme alle industrie energivore come metallurgia, chimica e manifattura. Negli ultimi anni è però aumentata la partecipazione di altri settori economici, segnale di un progressivo ampliamento della platea dei soggetti interessati a contratti di approvvigionamento energetico di lungo termine.
Tra i segmenti in evoluzione figurano anche i PPA transfrontalieri. Tra il 2013 e la metà del 2025 sono state individuate 66 partnership cross-border per un volume complessivo di 15,6 TWh all’anno. Tutti i casi analizzati sono riconducibili a strutture virtuali, mentre non risultano esempi confermati di PPA fisici transfrontalieri. Le principali criticità riguardano il rischio di differenziale di prezzo tra i mercati, la disponibilità di strumenti di copertura di lungo periodo e le differenze normative e regolatorie tra i Paesi coinvolti.
A livello europeo l’offerta potenziale di energia rinnovabile destinata a nuovi PPA risulterebbe superiore alla domanda sia nel 2030 sia nel 2035. Le stime per il 2030 indicano una disponibilità compresa tra 350 e 500 TWh, a fronte di una richiesta tra 200 e 300 TWh. In questo contesto assumono particolare importanza gli strumenti in grado di favorire la partecipazione di nuovi acquirenti, soprattutto piccole e medie imprese, e di ridurre le barriere di accesso al mercato.
La diffusione dei contratti passa anche attraverso strumenti di garanzia, aggregazione della domanda, piattaforme volontarie e procedure autorizzative più semplici. Un ruolo importante è attribuito inoltre alle Garanzie di Origine e ai sistemi di certificazione, soprattutto per le iniziative transfrontaliere.
Per maggiori informazioni leggi il report.