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Policy / Emissioni climalteranti, tutela ambientale ed economia circolare

Green Deal europeo - Meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera (CBAM)

Osservazioni Elettricità Futura, 8 novembre 2021.

Elettricità Futura ha trasmesso le proprie osservazioni alla proposta di regolamento sul meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera nell’ambito del pacchetto Fit for 55

Nel complesso, l’Associazione condivide la proposta di un CBAM per rafforzare le misure a contrasto del carbon leakage e salvaguardare la competitività dell’industria UE. Positiva l’inclusione del settore della generazione elettrica che essendo soggetto all’ETS e privo di quote gratuite, è ben posizionato per essere integrato da subito nel CBAM.

È cruciale che l’UE conduca un dialogo completo e trasparente con i partner commerciali che punti alla collaborazione con i Paesi extra-UE per garantire parità di condizioni in termini di carbon pricing e promuovere l’adozione di sistemi emission trading da collegare in futuro con l’EU ETS, al fine di raggiungere gli obiettivi climatici globali.

 

Leggi il testo integrale delle osservazioni

Proposta di Regolamento per il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM)

Elettricità Futura condivide la proposta di un CBAM per rafforzare le misure a contrasto del carbon leakage e salvaguardare la competitività dell’industria UE (art. 1 e 2). Positiva l’inclusione del settore della generazione elettrica che essendo soggetto all’ETS e privo di quote gratuite, è ben posizionato per essere integrato da subito nel CBAM (Annex I).

È cruciale che l’UE conduca un dialogo completo e trasparente con i partner commerciali, costruendo alleanze ed evitando conflitti economici, che punti alla collaborazione con i Paesi extra-UE per garantire parità di condizioni in termini di carbon pricing e promuovere l’adozione di sistemi emission trading da collegare in futuro con l’EU ETS. Il meccanismo dovrà essere compatibile con le regole WTO per evitare imputazioni di illegittimità o ritardi nell’attuazione. Non dovrà quindi essere discriminatorio o produrre restrizioni al commercio internazionale e dovrà basarsi saldamente sull’urgenza di raggiungere gli obiettivi climatici globali.

Condividiamo la proposta di phase-out decennale delle quote gratuite ETS, da mantenere allineata all’effettiva applicazione del CBAM. Il processo consentirà ai responsabili politici di testare l’efficacia del CBAM e agli operatori industriali di adeguarsi gradualmente al nuovo regime. Inoltre, permette alle Istituzioni europee di adattare il meccanismo secondo le necessità, prevedendo solide valutazioni di impatto per l’estensione ad altri settori.

L’applicazione del CBAM è limitata esclusivamente ai prodotti importati da Paesi extra UE. Tuttavia, evidenziamo che, con l’eliminazione graduale delle quote gratuite ETS, il CBAM proteggerebbe la produzione europea dalle importazioni extra-UE, ma lascerebbe le esportazioni esposte a un prezzo del carbonio asimmetrico rispetto a quello applicato in UE. Occorre, quindi, che l’UE valuti e individui delle apposite soluzioni per tutelare e garantire la competitività delle esportazioni verso i mercati extra-UE dei settori già soggetti all’ETS e che rientreranno nell’ambito di applicazione CBAM, quali, ad esempio, misure di natura compensativa.

Apprezziamo le proposte per il calcolo del contenuto di carbonio delle merci importate (Annex III). Tuttavia, il tema è complesso e richiede un’analisi più approfondita per valutare l’efficacia della metodologia proposta, soprattutto nel settore elettrico, esaminando aspetti come la capacità di interconnessione, il market coupling e l’evoluzione dei mix energetici.

Condividiamo la proposta sull’iter di dichiarazione delle emissioni “incorporate” nei prodotti, differenziato tra energia elettrica e altri prodotti. Il settore elettrico presenta peculiarità che richiedono un approccio strutturalmente differente. È quindi positiva la proposta di identificare i fattori di emissione unitari dei prodotti con la possibilità di utilizzare opzioni a livello di impianto, a livello di Paese o a livello di benchmark UE.

Concordiamo con l’esonero dall’obbligo di compliance per i Paesi ed i beni rispetto ai quali esiste un meccanismo di carbon pricing simile a quello EU. Tuttavia, la facoltà per l’importatore di richiedere una riduzione del numero di certificati CBAM da restituire pari al prezzo della CO2 già pagato per tali emissioni può rivelarsi problematica in altri paesi. Un approccio simile darebbe credito solo alle politiche esplicite di carbon pricing (es. carbon tax o ETS) adottate dai partner commerciali dell’UE, trascurando le altre.

I proventi del CBAM andranno impiegati a supporto della decarbonizzazione dei 5 settori oggetto del meccanismo, destinandoli ad attività all’interno dell’UE e con i partner commerciali più vulnerabili (Paesi in via di sviluppo e/o meno avanzati sul fronte delle azioni climatiche in campo energetico) e all’R&D di tecnologie per la riduzione delle emissioni, come la diffusione dell’idrogeno rinnovabile o low-carbon, gli accumuli e altre tipologie di innovazione industriale a emissioni zero.

 

Vedi anche le Osservazioni di Elettricità Futura alla consultazione EU di ottobre 2020 https://www.elettricitafutura.it/Policy/Emissioni-climalteranti-tutela-ambientale-ed-economia-circolare/Green-Deal-europeo---Meccanismo-di-adeguamento-del-carbonio-alla-frontiera_2545.html

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