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Servizio a tutele graduali - Schema di Decreto Ministeriale AG 397

Contributi Elettricità Futura alla 10ª Commissione permanente Industria, commercio e turismo (20 luglio 2022)


Elettricità Futura ha trasmesso alla Commissione 10^ del Senato le proprie osservazioni sullo schema di Decreto Ministeriale recante “Criteri e modalità per l'ingresso consapevole nel mercato dei clienti finali di energia elettrica e gas interessati dal superamento dei regimi di prezzi regolati”.

In generale, Elettricità Futura accoglie positivamente la struttura e le disposizioni contenute nello schema di DM. Tuttavia, le principali perplessità riguardano il Servizio a Tutele Graduali  (STG) che si ritiene da migliorare al fine di realizzare in modo pieno ed efficace la transizione dei clienti al mercato libero. 

Così come strutturato infatti  il STG potrebbe essere inefficace nell’incentivare i clienti a entrare nel mercato libero, non fornendo segnali di prezzo adeguati a disincentivare i clienti ivi riforniti a permanere nel servizio. Nella pratica, quindi, l’assegnazione dei clienti in un servizio di ultima istanza quale il STG – piuttosto che direttamente nel mercato libero – potrebbe portare alla creazione di una “tutela surrogata” che frena il percorso di liberalizzazione del mercato elettrico, non promuovendo la partecipazione attiva e consapevole dei clienti e ribaltando sugli stessi il rischio di volatilità dei prezzi.

Infine, il modello di funzionamento delle aste non prevede meccanismi di controllo di riduzioni eccessive delle offerte che portino a prezzi di aggiudicazione insostenibili nel lungo periodo e capaci di generare rischi per il sistema. 

Per quanto riguarda invece lo svolgimento di campagne informative istituzionali, Elettricità Futura condivide appieno le disposizioni contenute nello schema di DM.

L’obiettivo principale è che al 1° gennaio 2023 il segmento delle microimprese sia adeguatamente informato del processo di trasferimento al STG in modo da minimizzare i disagi per i clienti. 

Si segnala, infine, la necessità che venga implementato un meccanismo finalizzato a salvaguardare la stabilità occupazionale dei lavoratori oggi impiegati nel servizio di tutela, tenendo gli attuali esercenti la maggior tutela indenni dai costi, documentati, che non potranno essere più recuperati a seguito del trasferimento dei clienti ad altri operatori.

 

Leggi il testo integrale delle osservazioni

Ringraziando per l’importante occasione di confronto, di seguito riportiamo le nostre osservazioni sullo schema di Decreto Ministeriale e sul meccanismo del Servizio a Tutele Graduali. 

In generale accogliamo positivamente la struttura e le disposizioni contenute nello schema di Decreto Ministeriale. Come già rappresentato sia all’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), in occasione della consultazione 45/2022/R/eel (qui il link alla nostra risposta), che al MiTE, in un incontro ad hoc sul tema, le nostre preoccupazioni e perplessità si rivolgono invece verso il Servizio a Tutele Graduali  (STG) che riteniamo sia una soluzione da migliorare al fine di realizzare in modo pieno ed efficace la transizione dei clienti al mercato libero.

Così come strutturato il STG potrebbe essere inefficace nell’incentivare i clienti a entrare nel mercato libero per coglierne tutti i benefici connessi in termini di prezzo, qualità, innovazione e differenziazione dell’offerta e dei servizi. Il STG, infatti, non è in grado di fornire dei segnali di prezzo adeguati a disincentivare i clienti ivi riforniti a permanere nel servizio, e rischia addirittura di creare le condizioni per cui i clienti possano opportunisticamente ricadere in questo meccanismo per accedere a condizioni più vantaggiose di quelle che potrebbero trovare sul mercato libero. Nella pratica, quindi, l’assegnazione dei clienti in un servizio di ultima istanza quale il STG – piuttosto che direttamente nel mercato libero – potrebbe portare alla creazione di una “tutela surrogata” che frena il percorso di liberalizzazione del mercato elettrico non promuovendo la partecipazione attiva e consapevole dei clienti, fondamentale per il successo della liberalizzazione e per la stessa transizione energetica.

Il STG inoltre ribalta sui clienti tutto il rischio di volatilità dei prezzi non valorizzando le potenzialità del mercato libero, rese ben evidenti dalla crisi energetica che l’Europa e l’Italia stanno tutt’ora attraversando, nel garantire ad una grossa fetta dei clienti costi più contenuti e stabili nonostante gli incrementi dei prezzi all’ingrosso, tanto è vero che i prezzi medi ai clienti finali nel mercato libero nel 2021 sono stati inferiori rispetto al mercato tutelato, come evidenziato nella recente Relazione annuale ARERA.

Infine, il modello di funzionamento delle aste (iterativo simultaneo ascendente, multiround simultanous ascending clock auction) non prevede meccanismi di controllo di riduzioni eccessive delle offerte che portino a prezzi di aggiudicazione insostenibili nel lungo periodo e capaci di generare rischi per il sistema.

Se per le microimprese il percorso è ormai già quasi definito, riteniamo che per il superamento della maggior tutela per il segmento dei clienti domestici, che per numerosità e caratteristiche rappresenta la sfida principale per la liberalizzazione del mercato elettrico italiano, si debba quindi valutare una soluzione strutturale differente, realmente capace di superare le criticità delle tutele graduali. Su questo aspetto anticipiamo che siamo elaborando alcune proposte che avremo cura di trasmettervi al più presto.

Per quanto riguarda invece lo svolgimento di campagne informative istituzionali, condividiamo appieno le disposizioni contenute nello schema di DM. È fondamentale che le microimprese, oggetto dalla cessazione delle tutele di prezzo, vengano rese edotte del trasferimento dal regime di maggior tutela e al STG microimprese e vengano loro fornite tutte le informazioni necessarie a illustrare il funzionamento e le condizioni economico-contrattuali del STG. La campagna informativa istituzionale dovrà essere avviata con adeguato anticipo, e quindi non a ridosso del 1° gennaio 2023, su tutti i canali divulgativi e media a diffusione nazionale. L’obiettivo principale è far sì che al 1° gennaio 2023 il segmento delle microimprese sia adeguatamente informato del processo di trasferimento al STG in modo da minimizzare i disagi per i clienti. Si riporta l’esempio di quanto accaduto con l’avvio del STG per le PMI in occasione del quale un numero non indifferente di clienti, non intercettato dalle campagne informative, al momento del passaggio ai nuovi esercenti il STG si  è ritorto contro di essi in quanto convinto  di essere stato sottoposti a un’azione “illecita”, del tutto inaspettata e “non voluta”, con conseguenti disagi per gli esercenti il STG stessi.

Segnaliamo, infine, la necessità che venga implementato un meccanismo finalizzato a salvaguardare la stabilità occupazionale dei lavoratori oggi impiegati nel servizio di tutela, tenendo gli attuali esercenti la maggior tutela indenni dei costi, documentati, che non potranno essere più recuperati a seguito del trasferimento dei clienti ad altri operatori.

 

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