Roma, 16 Giugno 2026 – Alla luce delle persistenti interpretazioni da parte di alcune associazioni di consumatori e osservatori di mercato secondo cui dietro l’inflazione calcolata da Istat ci sarebbe un aggravio del prezzo dell’energia elettrica, Elettricità Futura, principale associazione degli operatori di settore, intende precisare quanto segue. Le voci riportate da Istat che riguardano l’aumento dei prezzi energetici (regolamentati e no) riguardano per lo più idrocarburi e non le bollette elettriche.
Lo spiega chiaramente lo stesso Istituto di statistica quando, tra i beni energetici non regolamentati cita l’accelerazione dei prezzi della benzina (da +1,1% a +10,7%; +6,9% su aprile), degli altri carburanti per mezzi personali di trasporto (da +3,4% a +9,8%; +4,8% su aprile) e del gas di città e gas naturale mercato libero (da +4,4% a +8,2%; +0,6% su aprile), senza citare l’elettricità di libero mercato. Ricordiamo del resto che, almeno per quanto concerne le famiglie, le bollette elettriche sono per lo più a prezzo fisso e queste, per definizione, non crescono. Anche per quanto concerne il settore energetico regolamentato (dove le tariffe sono stabilite dall'Authority) l’Istat registra una “lieve accelerazione” del gas di città e del gas naturale mercato tutelato (da +11,8% a +12,7%; +0,8% su aprile) mentre, prosegue Istat, “sono stabili quelli dell’elettricità mercato tutelato”, con una crescita nulla rispetto ad aprile 2026 e del +2,3% sull’anno passato.
Alla luce di tali dati, parlare di bollette luce in crescita per le famiglie è dunque una mistificazione che contribuisce unicamente ad alimentare confusione e disinformazione.