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News / News / 08-04-2022

Corriere della Sera, Re Rebaudengo: 60 GW in 3 anni si possono realizzare

Necessari 48 GWh di nuova capacità di accumulo

Condividiamo l'articolo di Agostino Re Rebaudengo, Presidente Elettricità Futura, pubblicato dal Corriere della Sera, sezione L'Economia.

«Già lo scorso 16 settembre 2021 in audizione al Senato, ho spiegato come, per raggiungere il target 70 GW di rinnovabili al 2030, sia necessario governare la realizzazione dei nuovi impianti sul territorio in funzione delle caratteristiche della rete, della distribuzione dei consumi e in parallelo allo sviluppo dei sistemi di accumulo.

Elettricità Futura ha ampiamente approfondito, in quella e in numerose altre occasioni, l’importanza di una efficace suddivisione dell’obiettivo rinnovabili tra le Regioni in ottica di opportunity sharing. L’Associazione ha rivolto un appello (il 21 ottobre 2021) al governo e alle Regioni, chiedendo di pianificare in modo efficiente la nuova capacità rinnovabile e i relativi investimenti sui territori.

Oggi siamo in grave emergenza energetica perché il prezzo del gas è aumentato di 6 volte rispetto alla media degli ultimi anni.

Come soluzione strutturale, il settore elettrico ha proposto di installare 60 GW di nuovi impianti rinnovabili nei prossimi 3 anni per tagliare del 20% le importazioni. 

È il piano di Elettricità Futura, che rappresenta oltre il 70% del mercato elettrico, presentato dal presidente Agostino Re Rebaudengo insieme a Renato Mazzoncini, vice presidente Elettricità Futura e ad A2A, Nicola Lanzetta, vice presidente Elettricità Futura e direttore Enel Italia, Paolo Luigi Merli, Vice Presidente Elettricità Futura e ad Erg e Giuseppe Argirò, membro del consiglio direttivo Elettricità Futura e amministratore delegato CVA in occasione della conferenza stampa dello scorso 25 febbraio.

L’integrazione efficiente delle rinnovabili nel sistema elettrico è sempre stata una priorità per Elettricità Futura, tant’è che già da sei mesi poniamo all’attenzione del Mite la necessità di lavorare insieme per garantire uno sviluppo territoriale intelligente e organico.

È una cosa possibile, si tratta di valutazioni e decisioni che non richiedono elaborazioni particolarmente complesse, bastano le energie di un gruppo di lavoro focalizzato. In questi mesi sarebbe stato lecito attendersi l’organizzazione di un simile gruppo di lavoro e certamente dopo l’invasione in Ucraina, invece non è stato fatto nulla, e nel frattempo la crisi del caro energia iniziata a ottobre è diventata la grave emergenza energetica in cui ci ritroviamo da febbraio!

A questo punto, davvero non c’è più tempo da perdere, per questo abbiamo chiesto la nomina di un commissario straordinario per l’emergenza energetica, affinché autorizzi 60 GW di nuovi impianti rinnovabili (di cui i primi 10 GW entro il 30 giugno 2022 e, a seguire, 10 GW ogni 3 mesi) insieme ai necessari investimenti sulla rete e sui sistemi di accumulo, garantendo un’integrazione ordinata ed efficiente della nuova capacità nel sistema elettrico italiano.

Peraltro, il Piano di Sviluppo di Terna, pubblicato nel 2021 e non durante l’attuale crisi energetica, già prevede oltre 18 miliardi di euro di investimenti per abilitare la transizione energetica (+ 25% rispetto al precedente piano). Installare 60 GW di nuovi impianti rinnovabili in 3 anni è assolutamente fattibile e ci darà la possibilità di produrre 90 TWh di energia elettrica rinnovabile che al prezzo attuale del gas (110 €/MWh termici), significa risparmiare 21 miliardi di euro all’anno in bolletta, riducendo la dipendenza energetica (meno 15 miliardi di m3) e le emissioni di CO2.

Dagli studi di Elettricità Futura, condotti con McKinsey e Althesys, risultano necessari 48 GWh di nuova capacità di accumulo. Nel complesso si attiveranno investimenti per circa 85 miliardi di euro, di cui 45 in impianti di generazione, 25 nel potenziamento delle reti elettriche e 15 nei sistemi di accumulo.

Non è vero che il 45% dell’energia elettrica che verrebbe prodotta dai nuovi 60 GW non possa essere utilizzata. Sorprende come in piena emergenza energetica alcuni “cervelli” del Paese scrivano per smontare la fattibilità dei 60 GW piuttosto che per migliorarne, se possibile, l’efficacia!

Stupisce davvero che si preferisca mantenere la dipendenza energetica dell’Italia dalle importazioni di gas dalla Russia piuttosto che lavorare per far avanzare le rinnovabili!

È incredibile che in Italia si guardi ancora alla necessità di sviluppare gli accumuli come un limite alla crescita delle rinnovabili, basterebbe guardare alla Germania, Paese in cui gli investimenti su reti e accumuli sono un caposaldo per raggiungere il 100% elettricità rinnovabile al 2035. Piano che, guarda caso, prevede di aggiungere 20 GW all’anno di nuovi impianti rinnovabili nei prossimi 3 anni, per poi installare 40 GW all’anno.

È chiaro cosa dovremmo fare. Adesso dobbiamo davvero farlo!».

L'articolo sul Corriere della Sera L'Economia.

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