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Pubblicazioni / Studi e Approfondimenti / 18-03-2026

L’Europa accelera sull’eolico, ma è ancora lontana dagli obiettivi

Installazioni in crescita, investimenti e aste provano a spingere un settore che presenta ancora criticità in diversi Paesi

Il 2025 consegna all’Europa un settore eolico in evoluzione, capace di aggiungere 19,1 GW di nuova capacità e di confermare il vento come una delle colonne portanti della transizione energetica. Ma i numeri, seppur solidi, raccontano anche un’altra storia: quella di un continente che avanza con convinzione, ma ancora con un passo troppo lento rispetto alle ambizioni per il 2030.

La crescita dell’anno è stata trainata soprattutto dall’onshore, che rappresenta il 90% delle nuove installazioni. Si tratta di un segnale chiaro della maturità di questa tecnologia, più agile nei tempi e più prevedibile sotto il profilo economico. Sul fronte dell’offshore, invece, la corsa è stata rallentata: solo 2 GW sono stati effettivamente collegati alla rete, frenati da ritardi nei cantieri, iter autorizzativi lunghi e, soprattutto, da reti elettriche che faticano a stare al passo.

Nonostante queste difficoltà, il vento resta un pilastro del sistema energetico europeo: nel 2025 ha coperto il 19% della domanda elettrica dell’UE, con risultati molto significativi in diversi Paesi. La Danimarca si conferma leader assoluta, con il 50% dei consumi coperti dall’eolico. Lituania, Irlanda, Regno Unito e Svezia si muovono stabilmente attorno o oltre il 30%, segno di una penetrazione sempre più strutturale.

Sul fronte delle installazioni, la Germania guida ancora una volta la classifica con 5,7 GW. La seguono la Turchia, che cresce rapidamente con 2,1 GW, e la Svezia, che aggiunge 1,8 GW. L’Italia procede più lentamente, fermandosi a 579 MW, un dato positivo ma ancora lontano dal ritmo necessario per avvicinare i target del PNIEC.

Insieme alle installazioni, il 2025 è stato anche un anno di forte dinamica finanziaria per l’eolico europeo: gli investimenti hanno raggiunto 45 miliardi di euro, finanziando lo sviluppo di nuovi progetti per  20,9 GW di capacità da installare. È un’indicazione chiara del fatto che il settore ha ritrovato fiducia dopo anni segnati da inflazione, colli di bottiglia nella supply chain e aste caratterizzate da margini ridotti. E proprio le aste, nel corso dell’anno, hanno assegnato 29,4 GW, anche se con differenze marcate tra Paesi e tecnologie. L’offshore, in particolare, ha affrontato più di una turbolenza: gare andate deserte, rinvii, modifiche in corsa. L’episodio più noto è quello del Regno Unito, che ha tardato a comunicare i risultati della sua Allocation Round 7, poi conclusa a inizio 2026 con un’aggiudicazione record di 9,7 GW.

Dal Report 2025 emergono con forza i tre ostacoli che oggi limitano la crescita dell’eolico europeo. Il primo riguarda le autorizzazioni, che nella maggior parte dei Paesi restano lente e con tempistiche poco prevedibili. La Germania dimostra che un’applicazione rigorosa delle regole europee può cambiare radicalmente le cose: nel 2025 ha autorizzato 20,8 GW, più di quanto costruito in tutto il continente nello stesso anno. Il secondo punto critico è rappresentato dalle reti elettriche. In molti Paesi la capacità di connessione è insufficiente, e oltre 500 GW di progetti restano bloccati in lunghe code, in attesa di un via libera che tarda ad arrivare. Il terzo ostacolo è meno visibile, ma non meno rilevante: la domanda elettrica cresce troppo lentamente. L’elettrificazione dei settori industriali, dei trasporti e del riscaldamento procede con un passo modesto, e questo riduce la capacità del mercato di assorbire nuova produzione rinnovabile, rendendo più complicata la bancabilità dei progetti.

Il report guarda anche ai prossimi anni, e delinea una traiettoria di crescita più sostenuta. Tra il 2026 e il 2030, l’Europa dovrebbe installare 151 GW, con una media di circa 30 GW l’anno. È un ritmo più alto rispetto agli anni passati, ma ancora lontano da ciò che servirebbe per raggiungere gli obiettivi. L’UE dovrebbe arrivare a 343 GW di capacità eolica al 2030, contro un target di 425 GW. Anche l’offshore continuerà a crescere, arrivando a 73 GW, ma non al livello che era stato immaginato nei piani più ambiziosi.

Accanto alla dimensione energetica, l’eolico mantiene un peso crescente anche sul fronte industriale e occupazionale. Nel 2024 la filiera ha dato lavoro a 442.800 persone, e secondo le previsioni il numero salirà a 607.000 entro il 2030. Un’espansione che richiede una maggiore disponibilità di competenze tecniche, percorsi formativi adeguati e una mobilità professionale più fluida lungo tutta la catena del valore.

Il 2025, dunque, consegna un settore che sta avanzando con determinazione, ma che ha bisogno di condizioni più favorevoli per sprigionare tutto il suo potenziale. Permessi più rapidi, reti adeguate  e una domanda elettrica più dinamica saranno gli elementi decisivi per trasformare l’attuale crescita in un percorso stabile, capace di portare l’Europa verso gli obiettivi che si è data.

Scarica il report qui.

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