Rallenta la crescita delle rinnovabili in Italia mentre il traguardo del 2030 si avvicina: è questo il quadro delineato dal Renewable Energy Report 2026 dell’Osservatorio Energy & Strategy del Politecnico di Milano.
Il report restituisce l’immagine di un settore che, dopo la ripresa post-crisi energetica 2022-2023, mostra segnali di perdita di slancio. Nel 2025, la nuova capacità installata da fonti rinnovabili è cresciuta di 7,2 GW, in calo rispetto ai 7,6 GW del 2024. Il fotovoltaico resta il principale traino, con 5,6 GW di nuove installazioni, mentre l’eolico continua a fornire un contributo molto più contenuto, fermandosi a 562 MW, confermando uno squilibrio tecnologico che incide anche sulla gestione del sistema.
A fine 2025, la capacità rinnovabile complessiva in Italia ha raggiunto 81,7 GW, ma il divario rispetto agli obiettivi fissati dal PNIEC resta ampio. Per arrivare a 131 GW entro il 2030, sarà necessario installare 49 GW aggiuntivi nei prossimi cinque anni, oltre ad aumentare in modo significativo la produzione elettrica da FER, che dovrà passare da 130 TWh a 228 TWh annui. Un salto che richiede un’accelerazione significativa dei ritmi rispetto a quelli registrati negli ultimi esercizi.
Il rapporto individua tra i principali fattori di rallentamento l’evoluzione del quadro normativo e incentivante. Il 2025 ha segnato una fase di transizione, con la chiusura di strumenti storici come lo Scambio sul Posto, la fine del SuperEcobonus e l’avvio di nuovi meccanismi, dal FER X Transitorio ai futuri FER X a regime e FER Z, fino all’Energy Release 2.0 e Transizione 5.0. Strumenti questi che, pur fornendo segnali di continuità, hanno anche introdotto elementi di incertezza per gli operatori, soprattutto su tempistiche e prevedibilità degli investimenti.
Accanto alle criticità regolatorie, il report evidenzia tuttavia segnali positivi provenienti dal mercato. In particolare, nel 2025 i Power Purchase Agreement (PPA) hanno raggiunto 1,8 GW di capacità contrattualizzata, con una crescita superiore al 60% rispetto al 2024, posizionando l’Italia come secondo mercato europeo dopo la Spagna. I PPA si confermano uno strumento centrale per sostenere nuovi investimenti e stabilizzare i ricavi in un contesto di crescente volatilità dei prezzi.
Emergono inoltre margini di sviluppo rilevanti nella gestione dell’installato. Entro il 2030, circa 9 GW di impianti fotovoltaici ed eolici raggiungeranno i 20 anni di vita utile. Secondo l’indagine dell’Osservatorio, oltre due terzi degli operatori prevedono interventi di rifacimento, potenziamento o ricostruzione integrale, con incrementi di producibilità che possono contribuire in modo rilevante agli obiettivi senza ulteriore consumo di suolo.
Tra i trend tecnologici, cresce l’attenzione per agrivoltaico e accumuli elettrochimici. La capacità di storage elettrochimico installata in Italia è aumentata di circa 25 volte in cinque anni, confermando il ruolo degli accumuli come elemento abilitante per l’integrazione delle rinnovabili e per la sicurezza del sistema elettrico.
Guardando al 2030, lo scenario Business as Usual porterebbe l’Italia a 78 GW di fotovoltaico ed eolico, ben al di sotto dei 107 GW previsti dal PNIEC. Solo uno scenario di forte accelerazione, basato su regole stabili, procedure autorizzative più rapide e piena operatività dei meccanismi di supporto, consentirebbe di colmare il divario. Le simulazioni mostrano inoltre che una maggiore penetrazione delle rinnovabili avrebbe effetti significativi sui prezzi dell’energia, rafforzando il ruolo di strumenti di lungo termine come PPA e contratti a prezzo stabile rispetto ai modelli puramente merchant.