Tecnologie, competenze e capacità industriale sono sempre più centrali nel percorso di transizione energetica. La diciottesima edizione del Rapporto Innov-E pubblicato da I-Com – Istituto per la Competitività esamina l’evoluzione delle tecnologie energetiche, la capacità innovativa dei principali Paesi, il fabbisogno di nuove professionalità e il ruolo delle filiere industriali coinvolte nella decarbonizzazione.
A livello globale continua a crescere l’attività innovativa nel settore energetico. Nel 2024 il numero di brevetti concessi nel comparto dell’energia è aumentato del 14,8% rispetto all’anno precedente, con la Cina che consolida ulteriormente il proprio ruolo di leader mondiale. Il Paese asiatico supera per la prima volta il milione di brevetti concessi in un anno e raggiunge il 45% del totale globale, rafforzando la propria presenza nelle principali tecnologie per la transizione energetica.
Particolarmente rilevante è la dinamica delle tecnologie per l’accumulo, che si confermano il comparto più vivace nell’ambito delle soluzioni per la mitigazione dei cambiamenti climatici. In uno scenario caratterizzato dalla crescente diffusione delle fonti rinnovabili, la disponibilità di sistemi di storage rappresenta infatti un elemento strategico per aumentare la flessibilità del sistema elettrico e favorire l’integrazione della generazione non programmabile.
Anche l’Italia mostra segnali di crescita sul fronte dell’innovazione energetica. I brevetti energetici nazionali risultano in aumento rispetto al 2010 e vedono una partecipazione significativa del sistema imprenditoriale. Fotovoltaico e accumuli emergono tra gli ambiti più rappresentativi della specializzazione tecnologica italiana, pur in un contesto in cui il peso del Paese resta ancora limitato rispetto ai grandi protagonisti internazionali.
La disponibilità di competenze adeguate si conferma un elemento sempre più determinante per il successo della transizione energetica. I green jobs rappresentano il 33,6% delle assunzioni programmate in Italia nel 2025, ma la crescita della domanda di professionalità legate alla sostenibilità procede a un ritmo superiore rispetto all’offerta disponibile.
L’elettrificazione dei consumi continua inoltre ad avanzare nei diversi settori dell’economia. Nel comparto dei trasporti prosegue la crescita dei veicoli elettrici, mentre resta aperta la sfida della riduzione complessiva delle emissioni. La transizione richiede interventi capaci di incidere sul rinnovo del parco circolante e sull’adozione di soluzioni tecnologiche efficaci per accelerare il percorso di decarbonizzazione.
La diffusione della robotica avanzata, dell’automazione industriale e dell’intelligenza artificiale è destinata ad aumentare la domanda di elettricità. Al tempo stesso, queste tecnologie possono migliorare l’efficienza dei processi produttivi e contribuire alla competitività delle imprese, rendendo ancora più strategici gli investimenti in innovazione, infrastrutture e produzione energetica a basse emissioni.
Durante l’evento di presentazione del rapporto, che si è tenuto a Roma il 7 luglio 2026, il Direttore Generale di Elettricità Futura, Giorgio Boneschi, ha sottolineato: “Le fonti rinnovabili sono oggi la leva principale per raggiungere tre obiettivi strategici del Paese: sicurezza energetica, competitività e decarbonizzazione. L’Italia continua a importare oltre il 16% del proprio fabbisogno di energia elettrica dall’estero. Accelerare lo sviluppo delle rinnovabili significa anche rafforzare la nostra autonomia”.