Elettricità Futura ha inviato ad ARERA e a Terna una segnalazione in merito alla deliberazione 160/2026/R/eel, che ha introdotto l’obbligo di installazione del dispositivo UPDM su tutti gli impianti di produzione di energia elettrica eolici e fotovoltaici esistenti connessi in alta e altissima tensione, con la modifica degli Allegati A.17, A.68 e A.69 al Codice di Rete.
L’Associazione ricorda di aver già segnalato in fase di consultazione la necessità di tenere conto dei maggiori costi indotti dall’aggiornamento dell’obbligo, proponendo un contributo forfettario a copertura degli interventi necessari. Nel motivare il provvedimento, l’Autorità ha invece ritenuto, sulla base delle informazioni prodotte da Terna, che i costi di adeguamento fossero limitati e compatibili con la redditività attesa nei mercati dell’energia elettrica e rientrassero nel naturale ciclo di adeguamento tecnologico degli impianti.
Tali valutazioni non trovano però riscontro nell’applicazione pratica delle disposizioni: alla luce delle verifiche svolte e dei preventivi ricevuti dai fornitori qualificati, l’entità dei costi – che comprende non solo l’apparato ma anche gli interventi in campo e di certificazione – risulta tutt’altro che limitata e non è compatibile con la redditività attesa, non generando alcun flusso aggiuntivo di ricavo per l’operatore. L’implementazione costituisce quindi un onere netto per il produttore, giustificato unicamente dalle prescrizioni di un obbligo di servizio pubblico. L’assenza di compensazione determinerebbe inoltre una difformità di trattamento rispetto alle Delibere 540/2021/R/eel e 385/2025/R/eel, che hanno introdotto un meccanismo di ristoro per l’installazione del Controllore Centrale d’Impianto su impianti connessi in media tensione, per esigenze del tutto analoghe.
Elettricità Futura chiede pertanto all’Autorità di avviare un procedimento volto a istituire un meccanismo di ristoro per i costi di adeguamento sostenuti dagli operatori, prevedendo come primo step un’apposita consultazione per raccogliere dagli stakeholder le evidenze sull’entità dei costi efficienti, al fine di parametrare correttamente il contributo da riconoscere. Segnala infine che nel corso dell’anno sono state richieste ulteriori installazioni di apparati UPDM su singoli impianti idroelettrici, con possibili impatti anche su questa fonte.
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