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Pubblicazioni / Studi e Approfondimenti / 16-01-2026

ACER: meccanismi di capacità europei ancora costosi e poco coordinati

Nel nuovo Monitoring Report 2025 l’Agenzia rileva inefficienze strutturali, forte dipendenza dal gas e un aumento dei costi a 6,5 miliardi di euro. Crescono le misure per la flessibilità.

ACER, l'agenzia UE per la cooperazione tra i regolatori nazionali dell'energia, ha pubblicato il Security of EU Electricity Supply Monitoring Report 2025, che analizza l’adeguatezza, la flessibilità e lo stato della sicurezza elettrica nell’Unione. Il quadro che emerge mostra un sistema europeo complessivamente affidabile — le interruzioni restano sotto le due ore annue e nessuna è dovuta a mancanza di risorse — ma caratterizzato da crescenti costi dei meccanismi di capacità e persistenti inefficienze nel loro disegno e coordinamento tra Stati membri.

Nel 2024 la spesa complessiva per i capacity mechanisms ha raggiunto 6,5 miliardi di euro, mentre i prezzi d’asta mostrano scarti di prezzo enormi (fino a dieci volte tra i diversi Paesi), segnale di scarsa omogeneità e di limitata partecipazione transfrontaliera. Gas e impianti termoelettrici continuano a dominare le aste a lungo termine, con ACER che rileva come solo un terzo delle remunerazioni vada a tecnologie a basse emissioni. L’Agenzia sottolinea inoltre che nel 2035 le centrali a gas saranno ancora essenziali per coprire circa il 30% della domanda di punta, nonostante il forte sviluppo di rinnovabili e stoccaggi.

Il report evidenzia anche un ritardo nell’attuazione delle misure di preparazione ai rischi e gestione delle emergenze: solo il 10% degli Stati membri ha predisposto azioni coordinate per gestire crisi elettriche e assistere i Paesi vicini. Le differenze negli assunti di scenario tra TSOs e RCCs (Regional Coordination Centers) portano inoltre a stime incoerenti della capacità transfrontaliera ammissibile (MEC), con il rischio di sovra-procurement nazionale e costi più elevati.

Crescono rapidamente, invece, le misure di flessibilità - ora presenti in 15 Stati membri - spinte dalla riforma del Market Design e dall’esigenza di integrare quote crescenti di rinnovabili. Le iniziative, che premiano soprattutto gli accumuli elettrochimici, hanno oggi un costo cumulato stimato di 2,6 miliardi di euro, destinato ad aumentare con l’avvio dei nuovi regimi di sostegno. ACER avverte però che la varietà di schemi in uso rischia di creare sovrapposizioni e inefficienze, e raccomanda una maggiore armonizzazione e una valutazione coordinata di adeguatezza e flessibilità.

Nel complesso, il rapporto indica la necessità di meccanismi di capacità più puliti, più efficienti e meglio coordinati, e invita gli Stati membri a integrare maggiormente risorse distribuite, demand response e sistemi di accumulo, oltre a rafforzare la cooperazione regionale nella gestione dei rischi.

Leggi il report QUI

 

 

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