Le flotte aziendali europee mostrano un’evoluzione significativa verso modelli a minori emissioni e una crescente diffusione dei veicoli elettrificati. Il Fleet Sustainability Ranking by Industry di Ayvens analizza le flotte di 29 Paesi europei, valutando l’adozione di tecnologie a basse emissioni e l’evoluzione delle principali alimentazioni. Le flotte corporate svolgono un ruolo centrale nella riduzione dell’impatto climatico del trasporto su strada, responsabile di circa un quarto delle emissioni di CO2 nell’Unione europea, anche grazie al loro peso nelle immatricolazioni di nuovi veicoli.
Nel complesso, le emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni si riducono del 25% rispetto al 2022 in tutti i settori analizzati. Parallelamente, si registra una forte contrazione della quota di veicoli diesel, che in molti comparti scende sotto il 25% delle nuove flotte, a fronte di una crescita delle motorizzazioni alternative. La diffusione dei veicoli elettrici a batteria è in aumento in tutti i settori, con incrementi particolarmente rilevanti in ambiti come le costruzioni, dove i BEV (Battery Electric Vehicles) raggiungono il 39% delle nuove immatricolazioni, e in diversi comparti in cui la quota risulta più che raddoppiata rispetto al 2022.
Nel confronto tra settori, il ranking europeo vede al primo posto i servizi finanziari e professionali, seguiti da costruzioni e comparto energetico e chimico. Il settore finanziario si distingue per basse emissioni e ridotta presenza di diesel, mentre l’edilizia registra il progresso più marcato, con una forte crescita dei veicoli elettrici e un calo della componente diesel. Il comparto energetico e chimico evidenzia invece la maggiore riduzione delle emissioni, pari al 30% rispetto al 2022.
I veicoli elettrici a batteria crescono in tutti i settori, mentre la quota di plug-in hybrid resta nel complesso stabile. I veicoli ibridi aumentano in modo moderato, mentre in alcuni comparti si osserva anche un incremento delle alimentazioni a benzina, in particolare nel sanitario, nell’industriale e nelle costruzioni.
Nel mercato italiano si conferma una traiettoria di riduzione delle emissioni, con un calo medio dell’11% dal 2022, ma livelli ancora superiori rispetto alla media europea. Tutti i settori, ad eccezione dell’edilizia, registrano una diminuzione delle emissioni, mentre cresce la diffusione delle alimentazioni elettrificate, sia elettriche sia ibride e plug-in.
Nel ranking nazionale, il settore dei beni di largo consumo si posiziona al primo posto grazie alla minore quota di diesel e alla maggiore diffusione di veicoli ibridi e plug-in, seguito dal comparto tecnologico e da quello farmaceutico. Quest’ultimo registra l’incremento più marcato nella diffusione dei veicoli elettrici a batteria. Restano invece più indietro i settori industriale e manifatturiero e quello edilizio, che evidenziano livelli più elevati di emissioni e una minore diffusione delle tecnologie a basse emissioni.
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