Una dichiarazione aperta della We Mean Business Coalition, sostenuta da 112 grandi aziende internazionali, chiede ai governi di rendere l’elettrificazione un elemento centrale delle strategie economiche. L’iniziativa coinvolge imprese attive in diversi settori, dall’industria ai beni di consumo, in un contesto di crescente instabilità dei mercati energetici.
Tra i firmatari figurano aziende come Nestlé, Ikea, Uber, Volvo Cars, Iberdrola e Nikon, che insieme rappresentano un fatturato complessivo di circa 1.500 miliardi di dollari. Le imprese evidenziano come l’esposizione ai mercati dei combustibili fossili incida sulla stabilità dei costi e sulla competitività.
Nel documento si sottolinea che la dipendenza da fonti energetiche soggette a forte volatilità espone le economie a interruzioni che possono determinare picchi di prezzo, ritardi negli investimenti e discontinuità nelle catene di approvvigionamento. Questa dinamica si traduce in costi operativi più elevati e in una maggiore incertezza per le imprese.
Le aziende indicano la necessità di politiche pubbliche più chiare e prevedibili per sostenere la transizione. Tra le priorità richiamate figurano il miglioramento del design del mercato elettrico, l’incremento degli investimenti nelle reti e l’accelerazione dei processi autorizzativi.
L’iniziativa arriva in una fase in cui governi e operatori stanno rivedendo le strategie energetiche anche alla luce delle dinamiche geopolitiche e delle tensioni sui prezzi dell’energia. In questo quadro, l’elettrificazione viene associata alla riduzione dell’esposizione agli shock dei prezzi e al rafforzamento della sicurezza energetica.
Maria Mendiluce, CEO della We Mean Business Coalition, ha dichiarato: “Dopo ripetuti shock legati ai combustibili fossili, le imprese stanno dicendo in modo chiaro e inequivocabile di non voler essere più esposte ai mercati dei combustibili volatili. Vogliono un’elettrificazione più rapida, sistemi elettrici più solidi e segnali politici chiari e di lungo periodo che sostengano gli investimenti. I Paesi che si muoveranno più velocemente saranno in una posizione migliore per attrarre industria e investimenti, rafforzare la competitività e costruire resilienza contro futuri shock”.
Leggi la dichiarazione aperta.