La sicurezza energetica torna a orientare le scelte di investimento globali. Il report World Energy Investment 2026, pubblicato dalla International Energy Agency (IEA), inquadra un sistema energetico in trasformazione, segnato da tensioni geopolitiche, maggiore elettrificazione e sviluppo tecnologico.
Nel 2026 gli investimenti energetici mondiali raggiungono circa 3.400 miliardi di dollari, in aumento rispetto all’anno precedente. Una quota pari a circa il 65% è destinata a tecnologie low-carbon, tra cui rinnovabili, nucleare, reti, accumuli ed efficienza. Restano consistenti gli investimenti nei combustibili fossili, che assorbono circa 1.200 miliardi.
Le strategie degli operatori si adattano al contesto internazionale. Nei Paesi esportatori si rafforzano gli interventi su infrastrutture e rotte di approvvigionamento, mentre crescono le iniziative per diversificare le fonti. I rischi legati ai principali corridoi energetici influenzano le decisioni su produzione e stoccaggio.
Nei mercati globali si osserva una crescita degli investimenti nel gas naturale e una nuova dinamica per il carbone, trainata in particolare dalla Cina. Aumentano anche le decisioni finali di investimento per il GNL, con un ruolo rilevante degli Stati Uniti. Parallelamente, nei Paesi importatori avanzano le rinnovabili e si rafforzano i programmi sul nucleare.
Il settore elettrico concentra una quota crescente delle risorse. Circa il 60% degli investimenti si dirige verso produzione elettrica, reti, accumuli ed elettrificazione dei consumi. Le reti elettriche raggiungono circa 550 miliardi di dollari, mentre lo storage, in particolare le batterie, supera i 100 miliardi. La diffusione dei data center e delle infrastrutture digitali contribuisce ad aumentare la domanda di elettricità e la necessità di capacità flessibile.
La riduzione dei costi tecnologici sostiene l’espansione delle soluzioni low-carbon, anche se il contesto finanziario resta complesso. L’aumento del costo del capitale e la volatilità dei mercati incidono soprattutto sui progetti innovativi e sulle economie emergenti, dove l’accesso ai finanziamenti rimane più incerto.
La crescente attenzione alla sicurezza e alla resilienza porta a nuovi investimenti in infrastrutture, catene di approvvigionamento e capacità di riserva. Contestualmente si rafforza il ruolo della ricerca e sviluppo per sostenere competitività, produzione domestica e autonomia tecnologica, in un quadro in cui i flussi di finanziamento pubblico e privato mostrano segnali di rallentamento rispetto agli anni precedenti.
Il report completo è disponibile qui.