Gli strumenti di carbon pricing e i mercati dei crediti di carbonio continuano a espandersi a livello globale, con una crescita delle politiche attive, dei prezzi e dei ricavi associati. Il report State and trends of carbon pricing, del Gruppo della Banca Mondiale, analizza questi sviluppi sulla base dei dati disponibili fino al 1° aprile 2026.
Il numero di strumenti di carbon pricing continua a crescere. A livello globale sono attive 87 politiche tra sistemi ETS e carbon tax, che coprono circa il 29% delle emissioni di gas serra. La quota è più che raddoppiata rispetto al 2016 e potrebbe arrivare a circa un terzo delle emissioni globali entro il 2030 con le misure attualmente in preparazione.
L’espansione riguarda soprattutto i sistemi ETS, che hanno significativamente ampliato la propria copertura negli ultimi dieci anni, mentre le carbon tax mantengono un peso più stabile. Negli ultimi dodici mesi sono stati introdotti nuovi strumenti nazionali, tra cui sistemi di scambio in India, Giappone e Vietnam e carbon tax in Mauritania e Serbia.
I prezzi del carbonio risultano in crescita. Il valore medio globale degli strumenti esistenti ha raggiunto circa 21 dollari per tonnellata di CO2 equivalente nel 2026, circa il doppio rispetto al 2016. L’aumento è trainato principalmente dai sistemi ETS, mentre le carbon tax mostrano incrementi più contenuti e differenziati tra Paesi.
I ricavi generati dal carbon pricing continuano a superare i 100 miliardi di dollari l’anno. Nel 2025 hanno raggiunto 107 miliardi di dollari, con una crescita rispetto all’anno precedente e una quota prevalente derivante dagli ETS. Le entrate risultano fortemente concentrate nelle economie avanzate, dove i livelli di prezzo sono più elevati e i meccanismi di allocazione delle quote prevedono maggiori aste.
Parallelamente si sviluppano i mercati dei crediti di carbonio. Le emissioni coperte da questi strumenti vengono compensate attraverso crediti generati da progetti di riduzione o rimozione delle emissioni. Nel 2025 le emissioni di crediti sono aumentate dell’8% rispetto all’anno precedente, mentre i ritiri sono diminuiti di circa il 10%, soprattutto per la componente legata agli obblighi di compliance.
Si rafforza la domanda per crediti con standard più elevati e per quelli utilizzabili in ambito internazionale. I crediti idonei ai meccanismi globali, come quelli legati al sistema per l’aviazione CORSIA (Carbon Offsetting and Reduction Scheme for International Aviation), presentano premi di prezzo rispetto alle altre tipologie. Allo stesso tempo emergono segnali di crescita futura della domanda, soprattutto attraverso accordi di acquisto a lungo termine che anticipano l’utilizzo dei crediti nei prossimi anni.
L’evoluzione degli strumenti di carbon pricing e dei mercati dei crediti si inserisce in un contesto caratterizzato da volatilità dei mercati energetici e pressioni macroeconomiche. In questo scenario, il report sottolinea come questi strumenti vengono utilizzati per orientare gli investimenti, sostenere la transizione energetica e generare risorse per le politiche climatiche.
Il report completo è disponibile qui.